Seduti attorno a un tavolo, con l’esaminatore davanti e potenziali colleghi attorno: potrebbe sembrare un gioco, ma è il colloquio di gruppo, una modalità di selezione ormai molto diffusa in azienda. Come affrontarlo al meglio? Ecco modalità, consigli e  trucchi per vincere la partita.

Il colloquio di gruppo, spesso adottato dalle aziende come prima fase di selezione del personale, presenta pro e contro: se da un lato, infatti, permette di sfoggiare le proprie capacità nelle dinamiche relazionali (che spesso vengono valutate al pari delle competenze tecniche), dall’altro è una modalità insidiosa, quasi pericolosa per chi non sa come gestirla. Vediamo quindi come funziona, come farsi notare e i trabocchetti a cui fare attenzione.

Cosa mi faranno fare?

In cosa consiste, effettivamente, questa tipologia di colloquio? La rosa dei candidati è composta solitamente da massimo 15 persone, che saranno fatte accomodare attorno a un tavolo insieme ai selezionatori. Sarà già a partire da questa fase che i responsabili HR prenderanno nota dei comportamenti: il gruppo, infatti, verrà valutato in base alla comunicazione non verbale e alle dinamiche sociali. Dimostrarsi cortesi e naturali, senza forzature, sarà il modo migliore per un primo approccio positivo. Comportamento che si dovrà tenere anche durante la singola presentazione di se stessi: mai mostrarsi a disagio o infastiditi dalla presenza altrui. Sarebbe un controsenso se poi si afferma di saper lavorare in team!

Il lavoro di gruppo

In questa seconda fase si entra nel vivo del colloquio: ai candidati viene spesso affidato un caso pratico da risolvere insieme. Una strategia per far colpo? Restare orientati ai risultati, ma senza prevaricare sull’altro: in questo stadio, infatti, viene valutato non solo l’esito della prova in sé, ma anche come la si affronta. La capacità di ascolto delle opinioni altrui, la volontà di voler mediare eventuali conflitti, e una metodologia di lavoro razionale e ordinata saranno punti a vostro favore. Attenzione anche al caso pratico: può essere in linea con la posizione da ricoprire (ad esempio, un caso aziendale) o frutto della fantasia dei selezionatori. Un tipico esempio? Fuggire da una casa in fiamme! La capacità di problem solving, insieme ad altre soft skills, spesso sono valutate più delle competenze tecniche. Infine, se la creazione del caso pratico è affidata al gruppo stesso, attente alla “zona rossa”: è importante non affrontare argomenti sensibili come politica o religioni, altrimenti si rischia di risultare polemici.

Le regole da seguire

Un vademecum per affrontare i colloqui di gruppo si può riassumere nelle seguenti skills: positività, razionalità e incisività. E’ importante, infatti, essere propositivi e positivi per presentarsi al meglio, in modo naturale e senza forzature: va bene smussare alcuni lati del proprio carattere, ma mai discostandosi troppo dalla realtà. Inoltre, la razionalità aiuta nella misura in cui si è sempre orientati all’obiettivo: perdersi in ragionamenti estremamente teorici, che non aiutano ai fini del colloquio, non vi renderà più smart. I selezionatori hanno già letto il vostro curriculum e sanno le vostre competenze: mettetele in pratica, e brillerete rispetto agli altri. Infine, siate incisivi e sintetici: prima di prendere parola, fate un piccolo schema mentale delle cose da dire, punto per punto. Aiuterà a esporsi in maniera ordinata e a non annoiare colleghi e selezionatori.

Due trucchi in più: identità e tempo

Il colloquio di gruppo è un banco di prova per la propria identità professionale: capire subito qual è il proprio ruolo permetterà di chiarire fin da subito i motivi per i quali valga la pena assumervi. Se, ad esempio, siete degli ottimi mediatori, la capacità di ascolto è fondamentale: mai affermare un secco “no”, ma piuttosto asserire un morbido “dal mio punto di vista…”. Vi sentite leader? Individuate il collega che se ne sta più in disparte, e chiedetegli gentilmente cosa ne pensa del caso di studio. Controllate tono di voce e gestualità, parlate con tutti e dimostrate calma e sicurezza: siete lì per le vostre potenzialità. Infine, attenzione al tempo! Non si riesce a trovare una soluzione unanime? Fate presente che bisogna considerare il risultato migliore in base al tempo a disposizione: avrete colto nel segno!

Pubblicato il: 2 maggio 2016
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