Donne di successo che raccontano le proprie storie affinché siano di ispirazione per platee di milioni di persone. Siamo alle TED Conference, un format di eventi, incontri e conversazioni che da ormai 20 anni spopola in America e nel mondo. Proprio in questi giorni, in California, è in corso l’appuntamento annuale dei TEDWomen, 3 giorni in cui 40 relatori si alterneranno per discutere di donne e cambiamento. Riccarda Zezza, fondatrice di Piano C, ci ha mandato un commento direttamente dall’evento. Che parte da 6 donne in grado di cogliere il momento giusto per cambiare.

Immagina il direttore operativo di Facebook (Sheryl Sandberg) davanti ad una platea, mentre si domanda ad altra voce perché oggi le donne leader nel mondo siano meno degli uomini. Oppure prova ad immaginarti l’autrice di uno dei più grandi best seller americani recenti (Elizabeth Gilbert) che racconta a una platea di centinaia di persone com’è riuscita a rimettersi in gioco superando la paura dei pregiudizi e l’ansia da prestazione tipica di chi ha già messo al mondo la propria “opera d’arte”. O ancora: Stephanie Shirley, una delle imprenditrici tecnologiche di maggior successo, spiegare come inseguire (e raggiungere) le proprie ambizioni professionali.

Non siamo in un mondo parallelo, ma a una TED Conference, uno degli incontri realizzati dall’omonima organizzazione no profit (acronimo di Technology, Entertainment and Design), che nasce nel 1984 con un nobile scopo: cambiare il mondo di oggi grazie alle menti contemporanee più ispirate. Il format, creato dall’architetto e graphic designer Richard Saul Wirman, prende il via da un’intuizione: riuscire a unire i punti di contatto tra tecnologia, intrattenimento e design. Da qui l’idea di realizzare delle conferenze annuali tenute da ospiti che rappresentino il meglio dei loro settori, e che siano di ispirazione a chi le ascolta. Negli anni sono tantissimi i personaggi intervenuti con i loro monologhi, tra cui, solo per citarne alcuni, il fondatore di Microsoft Bill Gates, il Nobel per la Pace Al Gore e i ‘padri’ di Google Sergey Brin e Larry Page, i cui speech hanno ottenuto più di 1 miliardo di visualizzazioni. Un successo, questo, che viene confermato anche nei numeri: più di 1900 speech disponibili sul sito www.ted.com, più di 1 milione di iscritti al canale ufficiale Youtube, 7 milioni di fan su Facebook, biglietti di partecipazione che possono arrivare a costare fino a 4 mila dollari.

Donne, se ne parla ai TEDWomen

Dal 2010 però, ai tradizionali eventi TED, si aggiungono anche conferenze dedicate alle donne: si tratta dei TEDWomen, incontri e workshop legati al mondo femminile, al lavoro e alla parità tenuti da alcune delle donne più influenti: da Sheryl Sandberg, direttore operativo di Facebook, alla segretaria di Stato Hilary Clinton, passando per la campionessa di nuoto Diana Nyad e l’attivista per i diritti civili Manal Al-Sharif. Per far parte del pubblico sono disponibili biglietti (limitatissimi) a costi variabili (partono dai 10 dollari in caso di tariffe scontate e spesso sono disponibili solo a soci che supportano l’associazione).

E proprio in questi giorni a Monterey in California è in corso l’appuntamento annuale del TEDWomen: più di 40 relatori in 3 giorni parleranno di donne e della loro capacità di innovazione. Riccarda Zezza, fondatrice di Piano C, presente all’evento, ci ha mandato in esclusiva per workHer il racconto della prima giornata. Eccolo:

Si chiama “Momentum”, questa edizione di TEDWomen, perché le donne ci dicono e si dicono che “questo è il momento”, il momento per andare avanti, accelerare, creare massa critica.

Chi partecipa a questo evento, il cui biglietto d’ingresso costa qualche migliaio di dollari, ci crede abbastanza da investirci. Donne di tutte le età, qua e là qualche uomo.

Il primo pomeriggio è di “riscaldamento”: non il susseguirsi di sessioni da 18 minuti tipico delle conferenze TED, ma due sessioni di un’ora per raccontare le storie di donne che hanno parlato negli anni passati, che oggi fanno il punto su dove sono arrivate.

Una giornalista, un’ingegnera, una dottoressa, un’attivista, un’ostetrica, una regista. Ognuna con una passione, un sogno in corso d’opera. Indignate per ingiustizie che le hanno colpite, ma soprattutto spinte dalla voglia di evitare che accada ad altre.

C’è Laura, che porta i pannelli solari negli ospedali del cosiddetto “terzo mondo”, Krista, che progetta ginocchia artificiali che costano un quinto di quelle normali (e funzionano meglio). C’è Kamilah, che vuole raccontare al mondo di essere stata violentata mentre era studentessa di legge ad Harvard, e di essere stata messa a tacere da un sistema che protegge se stesso a discapito del più debole. Regina, che ha raccolto la storia di Kamilah e quella di tante altre in un documentario dal nome significativo: “Il terreno di caccia”. Perché, dice Regina, “i media fanno la cultura”. E la cultura, ci dicono le donne, in questo loro “momentum”, è ora che cambi. Anche attraverso lo sguardo di tante donne che vedono cose diverse, e si alzano in piedi per cambiarle. TEDWomen 2015 inizia così.

Alcuni degli interventi possono essere seguiti nei 240 eventi di livestream previsti in più di 68 paesi. Quello italiano si chiama Unlock your future ed è organizzato da Vodafone, Valore D e La27esimaora e si tiene oggi, 28 maggio, in collaborazione con TedxMilanoWomen al Vodafone Village di Milano. Un pomeriggio per condividere storie di donne che hanno saputo mettersi in gioco e innovare la realtà, come la cuoca moderna Cristina Bowerman, la digital champion Valeria Cagnina, la cacciatrice di sogni Gaia Rossi e l’artista resiliente Cristina Nunez.

Per vedere i video degli interventi www.tedxmilanowomen.it.

Pubblicato il: 28 maggio 2015
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