Portare un angolo di Spagna in giro per l’Italia a bordo di un piccolo rimorchio blu: questa l’idea di Valentina e Mireia, che ci hanno raccontato come sono riuscite a trasformare la loro passione in un lavoro e come, senza poche difficoltà, sono arrivate a Milano con il primo Tapas Truck.

Dalla passione per la cucina e quella per la cultura del ’tapeo’, uno dei piatti simbolo dello stile di vita spagnolo, Valentina e Mireia, alias Las Bravas, hanno deciso di portare a Milano (e in tutta Italia) il loro Tapas Food Truck: una vera e propria cucina itinerante, con cui propongono in chiave street food le più importanti ricette della cultura culinaria iberica. Il progetto Las Bravas è la prova di come ingegno, tenacia e passione possano essere il mix perfetto per un’idea imprenditoriale di successo. Tutta al femminile. L’idea nasce dall’amore per la Spagna e la sua gastronomia. Mireia è spagnola doc, Valentina ha vissuto a Barcellona e ne è rimasta affascinata, tanto da tornare nel Belpaese con un pezzo di Spagna su ruote. “Abbiamo voluto portare e ricreare con il nostro food truck un vero e proprio tapas bar mobile, con proposte e ricette iberiche rivisitate in chiave street food” ci ha raccontato Valentina. Ma quali sono stati gli step per dare vita al loro progetto? Ecco che cosa ci ha raccontato.

Dopo l’idea, la pratica. Quali sono state le fasi fondamentali del vostro progetto?
“La strada da percorrere per mettere in pratica l’idea è stata lunga e faticosa! Innanzitutto allestire un foodtruck è un lavoro che richiede tempo ed è costoso, una volta fissato il budget, noi l’abbiamo subito sforato! Poi bisogna pensare ai permessi… Il commercio ambulante in forma itinerante prevede la licenza di tipo “B” : viene rilasciata dal Comune di residenza e consente il commercio in tutto il territorio nazionale e con soste limitate. Ogni Comune però ha un regolamento differente, magari puoi sostare più o meno ore e solo in alcune zone, quindi bisogna sempre chiedere ad ogni Comune l’elenco delle strade dove è permesso svolgere l’attività prima di incorrere in sanzioni. Per ottenere la licenza è obbligatorio l’attestato del corso di Somministrazione Alimenti e Bevande, della durata di circa 3 mesi. Successivamente siamo partite con l’apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate, l’apertura di una posizione presso l’Inps e l’iscrizione alla Camera di Commercio”.

La difficoltà più grande?
“La burocrazia italiana è stata la difficoltà più grande. Inevitabile ma esageratamente esigente e ancora lacunosa a livello legislativo su molte questioni legate proprio all’attività dei food truckers. Il nostro speciale carrello è stato realizzato su misura in Spagna, l’immatricolazione è stata lenta, essendo il primo mezzo di questo tipo a sfrecciare sul suolo italiano!”.

Quando scegliete di essere presenti in una determinata città/evento, come vi comportate?
“Partecipiamo a molti eventi, la maggior parte dei quali sono gestiti da organizzatori del settore. In questi casi la gestione dei permessi la lasciamo volentieri a loro!”.

 

3 consigli per chi vuol fare come loro:

  1. Avere un’idea originale per differenziarsi da chi è già presente sul mercato, oltre che un’identità ben definita.”
  2. Valutare bene costi e ricavi, fissando degli obiettivi realistici e cercare di capire come realizzarli.”
  3. Avere tenacia e soprattutto organizzazione: creare un business plan può essere il primo passo per valorizzare il proprio prodotto di qualità, rimane sulla cresta dell’onda, riuscire a fidelizzare i clienti e proseguire al meglio.”

 

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Pubblicato il: 29 maggio 2017
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