Quello di infrangere il tetto di cristallo è uno dei temi più caldi degli ultimi tempi: la differenza di genere si sente negli ambienti di lavoro e nei conti corrente delle lavoratrici. Ma se non fosse solo un problema di politiche sociali?

Il 62% delle donne riceve compiti di lavoro importanti, il 67% partecipa attivamente alla vita d’azienda e il 56% viene regolarmente consultata per decisioni importanti: sono questi i numeri delle donne bravissime sui posti di lavoro emersi dalla ricerca “Women in the Workplace 2016”, condotta da LeanIn.org in collaborazione con la società di consulenza manageriale McKinsey&Company. Eppure qualcosa non va: solo il 19% delle donne occupa posti manageriali, nonostante le responsabilità siano equamente distribuite tra entrambi i generi. Probabilmente, la causa è da riconoscere in alcune politiche aziendali che non favoriscono il work-life balance in rosa, ma, d’altro canto, il motivo può essere ricercato anche nell’autosabotaggio che le donne praticano al momento dell’avanzamento di carriera.

Non solo diseguaglianza: la matrice psicologica del problema

“E’ un fenomeno tecnicamente chiamato stereotype threat”, commenta la mentor Claudia Manzi, Ph.D e professore associato dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. E continua “anche se le donne, in maniera conscia, combattono gli stereotipi, in maniera inconscia lo stereotipo agisce su loro stesse, sabotando le loro abilità”. Ed è tutto scientificamente provato: l’articolo scientifico “Disabling the Able: Stereotype Threat and Women’s Work Performance” di un gruppo di studiosi della Columbia University, mette in luce come basti semplicemente attivare in maniera inconscia, nella mente delle donne, lo stereotipo secondo cui gli uomini performano meglio nel ruolo di manager, che le loro performance come manager automaticamente peggiorano. Ma Claudia subito rassicura: “Per fortuna la ricerca ha anche evidenziato alcuni fattori che fanno da tampone rispetto a questo processo. Primo tra tutti il fatto di avere una forte e positiva identificazione con la propria identità femminile”. Le donne che sono riuscite a vivere in pieno la loro identità femminile in modo positivo, infatti, sono meno soggette all’azione di sabotaggio che lo stereotipo negativo mette in atto. A quanto pare, l’arma migliore è ancora una volta la consapevolezza e l’autostima. E l’essere convinte che si può essere manager senza trascurare caratteristiche della personalità che sono tipicamente femminili.

Le cause dell’autosabotaggio e le soluzioni

Non solo una questione aziendale, quindi, ma anche di atteggiamento. Al momento di un avanzo di carriera, infatti, molte donne, per paura di non essere all’altezza o per senso di colpa nei confronti della famiglia, rinunciano a cariche ambite. Ma niente panico. “E’ normale avere dei dubbi. Lo snodo critico arriva per tutte le donne che occupano posizioni di middle management.”, interviene Francesca Devescovi, esperta di HR, “L’importante è non lasciarsi trascinare dalle barriere sociali, come i modelli tradizionali della famiglia, o la mancanza di modelli di riferimento di donne senior, o ancora la sfiducia nei confronti delle istituzioni”. Una soluzione, infatti, c’è: se da un lato ci si può informare sui welfare aziendali e sulle relative tutele, dall’altro le donne possono imparare a dire “si” più spesso, e affrontare la conciliazione tra lavoro e vita familiare un giorno dopo l’altro, senza troppe angosce e con maggiore consapevolezza del proprio valore, come consiglia la mentor Claudia Femora, Direttore Relazioni Esterne di Boiron Italia.

E se il The Guardian ha di recente denunciato come in Inghilterra solo una donna su sei può essere classificata come veramente ricca, non si può negare che qualcosa sta cambiando in termini di coscienza sociale: il tema è spesso sottoposto all’attenzione da parte di top manager come Sheryl Sandberg e Marissa Meyer, che dispensano consigli e dimostrano che farcela è possibile. Senza rinunciare a essere donne, madri e manager.

 

Pubblicato il: 4 ottobre 2016
Categoria:
COMMENTA

Devi essere registrato per poter lasciare un commento

RICHIEDI UNA MENTORSHIP

Le Mentor sono donne che hanno raggiunto posizioni lavorative appaganti e che mettono a disposizione il loro tempo e la loro esperienza in un percorso di mentorship a carattere personale e totalmente gratuito.

Federica De Medici
Investor Relations
Lauretta Filangieri
Responsabile Marketing e Digital IntesaSanpaolovita
Claudia Femora
Direttore Relazioni Esterne e Affari Istituzionali Boiron Italia
Luisa Ferrario
IT Manager

Scopri