Il 15 aprile ricorrerà l’Equal Pay Day, una giornata nata per porre l’attenzione sul tema del pay gap in tutto il mondo. Ecco cos’è e perché partecipare, in 5 punti.

Com’è nato

 La giornata della pari retribuzione è nata negli Stati Uniti nel 1988, quando le donne della Business and Professional Women hanno dato vita a questa ricorrenza, inizialmente chiamata “Red Purse Campaign”, campagna delle borsette rosse. Le borsette rosse, infatti, simboleggiavano i conti “in rosso” che le donne erano costrette ad avere a causa del gender gap. Negli anni, poi, l’iniziativa si è estesa a tutte le maggiori realtà economiche mondiali.

Quanti Equal Pay Day(s)?

 Si sente spesso parlare di Equal Pay Day, e l’ultimo infatti è stato lo scorso 2 novembre. Data scelta non a caso: a partire da novembre di ogni anno, infatti, le donne lavorano “gratis” a causa del gender gap. La settima edizione 2016 è stata ancora una volta organizzata dalle Commissioni Provinciali per le Pari Opportunità, con il sostegno di ben 63 organizzazioni. Il tema di quest’anno sarà la conciliazione tra lavoro e vita privata. Parola d’ordine, quindi, è flessibilità, con il supporto e la partecipazione di tutti, uomini e donne.

Perché una giornata contro il gender gap?

Il gender gap è la differenza di retribuzione tra uomo e donna, a parità di lavoro. I numeri parlano chiaro: in Italia le donne percepiscono il 17% in meno della compagine maschile, mentre in Europa il dato si aggira attorno al 18%. Tra le cause, poche politiche che facilitino il work-life balance, la sottovalutazione del lavoro e stereotipi di vario tipo. Sapevi che uno studio dell’Istituto di ricerca di Berlino dimostra che, per ogni ulteriore ora di lavoro casalingo non pagato per giorno lavorativo, il reddito mensile si riduce del 3%?

A chi serve?

In realtà, quella del gender gap non è una battaglia che interessa solo le donne: nel documento di politica economica Europa 2020, il superamento della differenza salariale è stato inserito come obiettivo per l’aumento del PIL. E’ stato infatti dimostrato che, a parità di retribuzione, il Prodotto Interno Lordo aumenterebbe del 15%-45%.

Le iniziative

Sono molte le iniziative volte a richiamare l’attenzione sulla causa: particolarmente attiva è la zona di Bolzano e Südtirol, che negli ultimi giorni ha organizzato diversi convegni informativi. Non mancano, tuttavia, anche idee e intrattenimento. Un esempio? Il contest “Ironman”, che misura gli uomini con la loro capacità di stirare camicie e pantaloni: le finali si terranno a Bolzano il 15 aprile. Un gesto semplice per ricordare che le donne, in casa, lavorano 17 ore settimanali in più rispetto agli uomini.

Pubblicato il: 11 aprile 2016
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