Anna è una ragazza cresciuta con due passioni: il disegno e i gioielli. Dopo un viaggio in Portogallo capisce che le sfilate improvvisate nella camera della nonna erano un chiaro segnale di quel che voleva diventare: una designer di gioielli. Così prova a mettersi in gioco: crea linee diverse, trova spunti, sperimenta con i materiali, fino ad arrivare a vincere una competition lanciata da Swarovski. Anna non si accontenta, e dopo essersi lasciata ispirare dalle sue Dolomiti, capisce che è arrivato il momento di dare il via a un nuovo preziosissimo progetto.

La prima volta che ho capito che i gioielli sarebbero stati la mia vita è stata a 4 anni quando, ancora piccola, organizzavo sfilate improvvisate nella camera di mia nonna. Avevo un debole per gli abiti, ma soprattutto per gli accessori: erano gioielli preziosi, di tantissimi colori e sfumature. E non mi limitavo a indossarli: adoravo disegnarli. Sulla carta creavo collane, bracciali, spille… le plasmavo, le personalizzavo, le immaginavo indossate da personaggi di fantasia. E mai avrei sperato che un giorno, questa mia passione, si sarebbe trasformata in realtà.

Così cresco, frequento l’università, inizio a capire che cosa voglio diventare da grande, ma è solo durante i miei viaggi all’estero che riesco a cogliere tutto ciò di cui avevo bisogno per costruire il mio futuro professionale. La presenza in famiglia di un cugino scultore mi offre la sensibilità con cui poi avrei colto l’essenza dei materiali e delle forme delle mie creazioni, mentre il mio primo viaggio a Berlino ha fatto sì che iniziassi a captare le tendenze internazionali nel settore, ma la vera differenza per me l’ha fatta il Portogallo. A Porto, infatti, grazie alle tradizioni della realtà artigianale portoghese, imparo ad affinare le tecniche di lavorazione del fimo. Ed è proprio in fimo, un materiale facile da lavorare e reperibile un po’ ovunque, che creo la mia prima collezione che dedico, guarda caso, a mia nonna. Era una collezione colorata, proprio come lei, una vera sorpresa se si pensa che adesso produco solo accessori in bianco e in nero. L’ho chiamata Blau Blumen, che in tedesco significa “fiore blu”, ed è stato il traguardo finale di un progetto nato da un corso lanciato dall’università Iversity, che ha sede a Berlino e a Catania. La soddisfazione più bella dopo tutto questo percorso è stata esporre a DesignTranfer, un luogo a metà tra una galleria e un polo universitario.

Qui sono nata da un punto di vista artistico: viaggio in Canada e ne approfitto per cogliere gli stili americani in fatto di accessori. Si apre un mondo, perché, a sorpresa, mi rendo conto che i canadesi hanno una visione diametralmente opposta della moda rispetto a quella europea: mentre noi valorizziamo la tradizione e la storia, per loro manca completamente il legame con il passato. Continuo a lavorare su due nuove linee, questa volta basate sulla natura, chiamate Orchidea (in bianco) e Lichene (nera). E sono proprio queste due serie di accessori che catturano l’attenzione della giornalista e fashion blogger Diane Pernet. Immaginate la sorpresa quando lei, il mio mito, ha scritto di aver apprezzato il mio lavoro!

Oggi continuo a realizzare linee di accessori: l’ultima, Memento, mi ha visto abbandonare il fimo per il corian, un materiale in genere utilizzato per il design di interni, igienico e antibatterico. Si tratta di una serie di creazioni a cui sono molto affezionata, perché risentono di un’influenza frutto di uno dei miei viaggi sulle Dolomiti, dove sono nata e cresciuta. Ed è qui che è arrivata la seconda, grande, conferma: la vittoria del contest International Talent Support 2015 Sparkling Future di Swarovski, lanciato in occasione del 120° anniversario dell’azienda. Una sfida lanciata ai designer di tutto il mondo che chiedeva di reinterpretare il cristallo in chiave contemporanea. L’ho dedicata alla mia famiglia, che mi continua a sostenere e ad appoggiare, sia emotivamente che economicamente, in un mondo non facile come quello della moda. Ma nonostante tutto non voglio fermarmi: sogno di aprire un marchio forte e internazionale, e realizzare collaborazioni con i miei designer preferiti, tra cui Martin Margiela o lo stesso Swarovski. Voglio continuare a lasciarmi ispirare. Anche da me stessa.

Pubblicato il: 22 settembre 2015
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