Da ragioniera “fiera di esserlo”, all’occasione che la porta a scoprire la natura e l’alimentazione biologica. Tiziana Azzolini, 52enne di Parma, un giorno sceglie di abbandonare la routine dell’ufficio per indossare scarponi e scalare gli Appennini. Ma una volta in cima scopre la sua nuova “stagione professionale”, diventando un’ortolana tuttofare. Che organizza corsi, serate di degustazione ed è capace di “fa quadrare i conti”.

di Shamiran Zadnich

Come si fa ad abbandonare un lavoro all’apice del successo? Quando ci si rende conto che, tornando a casa dopo aver festeggiato la vittoria di Max Biaggi al MotoMondiale, non riconosci quelle stanze, quelle pareti, le persone della tua famiglia. Estranea, sintonizzata sul fuso orario australiano o malese. Quando, a 30 anni, lavori a Capodanno perché c’è la Parigi-Dakar da seguire e cominci a chiederti perché nella tua vita non c’è spazio per gli amici e per l’amore. Così, da un giorno all’altro, decidi che è arrivato il momento di dire basta.

Tiziana Azzolini, ragioniera fiera d’esserlo, di svolte professionali ne ha fatte parecchie: dallo studio di un commercialista dove ha iniziato a lavorare ventenne e dove ha capeggiato la rivolta delle impiegate – si è licenziata con tutte le colleghe per protesta a una gestione troppo padronale – è passata a occuparsi di comunicazione e ufficio stampa per un’agenzia giornalistica che segue auto e moto. Un lavoro elettrizzante, imparato a poco a poco con passione ma che si inghiottiva energie, tempo, vita.

Sei mesi per ragionare sul da farsi e poi l’occasione di riprendere il mestiere imparato sul campo ma con altri ritmi e, soprattutto, a contatto con il territorio. Promozione turistica, arte, cultura e natura. E poiché la routine d’ufficio non fa per lei, indossa gli scarponi e parte a piedi per i 200 km della Via Francigena che porta da Fidenza a Lucca, guadando fiumi e scalando gli Appennini per poter realizzare poi l’itinerario più affascinante da proporre a turisti e pellegrini.

Stare in mezzo alla natura, ecco quello che rende Tiziana felice, proprio come quando, da bambina, seguiva la nonna paterna nei campi e nell’orto. A 5 anni sgranava il mais e raccoglieva cipolle, imparava a potare le viti grazie ai saperi contadini di uno zio, sognava le avventure di un bisnonno boscaiolo in Corsica. Ed è proprio durante una vacanza nell’isola, l’ennesima, che prende corpo la decisione di voler vivere in modo più semplice, a contatto con la terra e i suoi prodotti.

Il momento sembra propizio, si fa un gran parlare di alimentazione sana, di b, di prodotti a Km 0. Un’amica rintuzza l’idea e, insieme, inizia una nuova stagione professionale. L’occasione arriva proprio dalla campagna: Podere Stuard, azienda agraria sperimentale, vuole lanciare il punto vendita dei suoi prodotti ortofrutticoli. E Tiziana diventa ortolana.

E’ un negozio piccolo, il fatturato risibile, la fatica tanta, perché a volte c’è da andare a raccogliere le verze sotto la neve e trasportare sacchi pesanti. Ma funziona, la vendita di insalate, radicchi, peperoncini, pomodori, salse e farine decolla, il fatturato aumenta così come i metri quadri del locale che, oggi, dopo 5 anni, ospita anche corsi di panificazione, serate di degustazione, laboratori di cucina per bambini.

I suoi punti di forza? Essere ragioniera è stato d’aiuto per far quadrare i bilanci, l’esperienza nell’ambito della comunicazione fondamentale per promuovere nuovi progetti, la passione antica per la campagna il motore che ha acceso istinto e volontà. Il prossimo passo? Forse un ristorante o un Bed&Breakfast con vendita di frutta e verdura coltivate da lei. L’importante è rimanere con i piedi nella terra e sentirsi libera. Per esempio, di tagliare l’erba e ammirare gli alberi da frutto al chiaro di luna.

 

BEST PRACTICE:

  1. Non temere i cambiamenti
  2. Lasciarsi trasportare dalle suggestioni profonde, che hanno radici nel proprio passato. Anche se significa abbandonare tacchi e tailleur e scoprirsi un po’ “inselvatichite”
  3. Coltivare le conoscenze e condividere con gli altri le proprie aspirazioni. Non si sa mai da chi può arrivare l’imput giusto o la partnership ideale
  4. Stare al passo con i tempi: aggiornare le proprie competenze tecnologiche e informatiche
Pubblicato il: 24 marzo 2017
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