Elisabetta Ricotti si definisce un’ “over sixty”. È appassionata di cucina, esperta di pubbliche relazioni, abile comunicatrice e anche nonna. Dopo esperienze lavorative in due multinazionali, una gravidanza e un’attività da consulente, sente però di voler andare oltre la sua carriera da freelance e prova a iniziare una nuova avventura in azienda. Lì, Elisabetta si rende conto che il mondo del lavoro “non considera le over 60”, e allora decide di reinventarsi iniziando a scrivere un libro. Che racconta della persona che le ha dato l’ispirazione giusta per andare avanti.

Sono di Pavia ma sono nata in campagna, casualmente, più di 60 anni fa perché mia madre, incinta, passava le vacanze a casa della suocera. Ricordo bene la mia infanzia: avevo la fortuna di essere circondata dall’affetto della mia famiglia, ma ero anche parecchio sognatrice. Non a caso ho cambiato idea parecchie volte su quello che volevo diventare da grande. Prima la dottoressa, scelta sconsigliata da uno zio medico che, come da mentalità dell’epoca, mi disse “le donne o fanno il medico o si fanno una famiglia”, poi la passione per l’architettura. Quando mi sono ritrovata a decidere che cosa fare, ho optato per le lingue e la possibilità di viaggiare. Mi sono iscritta alla Scuola per Interpreti, dove ho studiato francese, inglese e tedesco. Peccato però, che poi io abbia scelto di fare tutt’altro!

Sono entrata nel mondo del lavoro nel gennaio del ’78. Ricordo di essermi laureata l’anno prima in Lingue a Milano, e di aver trovato subito un posto come dipendente nel settore della biotecnologia in Roche. A 33 anni però, la bella notizia: ero incinta. Lascio il mio lavoro e decido di fare la mamma per 6 anni, mantenendo comunque alcune piccole collaborazioni nel mio ambito lavorativo. Raggiunti i quaranta, sento il bisogno di tornare a lavorare e vengo assunta in Lovable per una sostituzione maternità nella divisione comunicazione, un ambito completamente diverso da quello in cui operavo in Roche. Ho ricominciato da capo, arrivando addirittura a organizzare eventi interni: da quelli per la forza vendita, a quelli per il team building, passando anche per la comunicazione esterna. La mia sfida professionale più grande? Ricominciare, creare una lista di contatti partendo praticamente da zero. Ma a lungo andare si è rivelata la mia forza. Per diverso tempo ho continuato a collaborare con Lovable come consulente anche dopo la chiusura degli uffici a Milano, poi mi sono buttata anche nel food, lavorando per il ristorante La Locanda Chiaravalle, e nel charity, con Acto Onlus, un’associazione che supporta le famiglie e le pazienti a cui è stato diagnosticato il tumore ovarico.

 

Oggi, a 61 anni e vedova, sento di aver ancora voglia di lavorare. Così, nonostante le cattive notizie legate all’occupazione femminile e gli avvertimenti di una mia amica esperta di selezione del personale (che mi ha confermato: le aziende, dei profili come il mio, non sono interessate), tra una collaborazione freelance e l’altra non ho perso la mia voglia di mettermi in gioco. Sembra strano, ma ormai alle persone senior come me vengono in genere preferiti profili junior, che mancano però di esperienza e non sanno gestire progetti e clienti. Per ora continuo a godermi l’arricchimento che arriva da ogni nuovo progetto. E tengo sempre in mente il consiglio di mia cugina: “Ricordati che vali”.

“Valgo”, mi sono ripetuta in questi anni, e ho voluto dimostrarmelo. Così, ho reinventato i miei sogni che avevo nel cassetto. La mia idea di avere un Bed and Breakfast sul lago è diventata uno spazio del mio appartamento di Milano destinato agli ospiti AirBnB. E il mio sogno di scrivere un romanzo sta prendendo vita. Grazie a una mia amica agente letteraria (che mi ha spronata a iniziare) ho deciso di raccontare la storia di mia nonna: ha cresciuto da sola i suoi figli dopo la separazione dal marito nel ’39 (cosa impensabile per l’epoca). Mi dicono sia interessante, per ora sono a metà racconto. Chissà, magari, un giorno, il libro che vi capiterà tra le mani mentre siete libreria potrebbe essere proprio il mio.

Pubblicato il: 14 luglio 2015
Categoria:
BARBARA MARINGIO' 22 settembre 2015 alle 17:03

Ciao Elisabetta!
Ho letto la tua testimonianza tutta d’un fiato!!! Encomiabile la passione, la tenacia e la gioia che traspare dal tuo racconto, nonostante le tappe che hai dovuto/voluto affrontare nella tua vita.
Penserò a te, proprio nei momenti in cui potrò scoraggiarmi e farò mio il consiglio di tua cugina, se me lo consenti :)))

Ciao
Barbara

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