Oggi solo il 38% delle studentesse italiane si fa strada nel settore scientifico e tecnologico. Anche se nel futuro il mercato del lavoro richiederà sempre più una preparazione STEM (acronimo inglese di Science, Technologies, Engineering and Mathematics) questi settori disciplinari sembrano rimasti esclusivo appannaggio dei colleghi maschi.
Cosa porta le studentesse a scegliere con costanza un programma di studi di stampo umanistico a discapito di uno più prettamente scientifico?
Uno studio realizzato dall’Università di Bologna, che ha coinvolto bambini della scuola primaria e loro genitori, ha dimostrato che la visione distorta secondo la quale “i maschietti sono più bravi in matematica” nasce e si radica già a partire dai sei anni, età nella quale le bambine, secondo un ulteriore studio pubblicato dalla rivista Science, iniziano ad associare all’uomo un’intelligenza particolarmente brillante.
In entrambi i casi risulta che l’ambiente familiare e scolastico gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo dello stereotipo di genere che alimenta poi le scelte formative.

Per mettere in luce questo problema, particolarmente radicato in Italia, il Dipartimento delle Pari Opportunità, in collaborazione con il MIUR, a partire dall’8 marzo inaugura la seconda edizione de il “mese delle STEM, un’iniziativa volta ad abbattere gli stereotipi di genere in ambito scientifico e tecnologico.
Il coinvolgimento delle scuole ci mostra la necessità di sensibilizzare le ragazze e le loro famiglie già dai primi anni di studio. Per rilanciare il progetto il MIUR ha avviato un bando dal titolo “ In estate si imparano le STEM”, indirizzato a studentesse (ma anche studenti) delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Il progetto intende creare dei campi estivi focalizzati su attività scientifiche, tecnologiche, informatiche e sul coding.

Ma oggi in Italia quali i modelli di donne scienziate, matematiche o fisiche a cui le bambine possono ispirarsi? Oltre ai grandi nomi di Rita Levi Montalcini, Margherita Hack e Samantha Cristofoletti, ci sono in Italia centinaia di esempi di professioniste dei settori STEM che spesso restano più in ombra rispetto ai colleghi uomini.

Proprio per poter dare visibilità a tutte le donne che dovrebbero diventare le nuove icone delle materie scientifiche, l’Osservatorio di Pavia e l’associazione Gi.U.Li.A. hanno pensato a una banca dati online, che raccoglie 100 nomi e CV di esperte nell’ambito delle STEM. (100esperte.it)

A testimoniare questa urgenza nell’individuazione di professionsite nel settore STEM, è stato pubblicato da pochi giorni l’e-Book “Le ragazze con il pallino della matematica” (De Agostini Libri), una raccolta di cento interviste di donne innamorate della matematica e della scienza, che suggeriscono alle ragazze più giovani percorsi formativi e di crescita personale e professionale. L’obiettivo è sempre lo stesso: sfatare il mito secondo il quale solo gli uomini, o chi ha uno spiccato talento naturale, possa avere una vita di successo in ambito STEM.

 

> Leggi anche:

Formule, laboratori e tanto coraggio: la carriera di Chiara oltre i pregiudizi sulle STEM

Good news! La piattaforma delle 100 donne scienziate che combatte gli stereotipi

Pubblicato il: 28 febbraio 2017
Categoria: Tag:
COMMENTA

Devi essere registrato per poter lasciare un commento

RICHIEDI UNA MENTORSHIP

Le Mentor sono donne che hanno raggiunto posizioni lavorative appaganti e che mettono a disposizione il loro tempo e la loro esperienza in un percorso di mentorship a carattere personale e totalmente gratuito.

Francesca Panzarin
Cultural Management Freelance
Maria Mariniello
Avvocato
Maria Caramazza
Direttore Generale Fondazione ISTUD
Silvia Brena
Giornalista, CEO di una società di comunicazione

Scopri