Pianificare o essere flessibili? Approcciarsi in modo dolce o col metodo Full Metal Jacket? Ecco i consigli per fare chiarezza nella definizione degli obiettivi.

Gli obiettivi? Una questione estremamente dibattuta in psicologia, nel coaching e nelle pratiche aziendali: tutti, infatti, sanno che un obiettivo, per essere efficace, deve essere specifico, misurabile, avere una scadenza e soprattutto dipendere da una sola persona. Ma allora, come mai le diete falliscono, la promozione non arriva e la frustrazione aumenta?

L’importanza della motivazione

La motiv-AZIONE è la molla che ci spinge ad agire: un obiettivo, per essere veramente raggiungibile, deve essere innanzitutto utile per chi lo fissa. Trovare il motivo principe, visualizzare come la vita potrebbe cambiare in meglio dopo averlo raggiunto, raggiungere la consapevolezza che si sta facendo qualcosa per se stessi, è la chiave per raggiungere qualsiasi risultato.

Non sempre la scadenza è una buona idea

“Perdere 10 kg entro luglio” potrebbe non essere un obiettivo realizzabile: mette ansia e ha poca probabilità di essere raggiunto. “E’ la grande differenza tra gli obiettivi di risultato e quelli di processo”, specifica il life coach Alexander Reif, che aggiunge “percepiamo come più facile perdere 10 kg o fare 10 minuti di attività fisica al giorno?”. Ovviamente la seconda. E’ per questo che stabilire un obiettivo di processo renderà il modo di raggiungere l’obiettivo una piacevole abitudine da migliorare nel tempo, senza vivere l’ansia delle scadenze.

Un buon obiettivo? E’ una sana abitudine

Saper stabilire un obiettivo è la chiave per raggiungerlo: “E’ come mettere il pilota automatico alla propria quotidianità. Lavarsi i denti ogni sera è una sana abitudine che ci permette di avere un sorriso sano. Ci pensiamo forse due volte?”, continua Alexander. No, non ci pensiamo, e soprattutto non ci pesa. Ecco che, una volta stabilita una nuova abitudine (ricordate il mito dei 21 giorni?) si può passare all’obiettivo successivo. In pochi mesi, molte cose cambieranno.

L’obiettivo SMART non funziona più?

Ma quindi, l’obiettivo SMART non funziona più? Che un obiettivo debba essere Specifico, Misurabile, che porti all’Azione, Realizzabile e Tempificabile è sempre una regola aurea, ma è solo la punta dell’iceberg. Bisogna adattare la strategia all’obiettivo, e non viceversa. Essere pazienti – ma fermi – con se stessi è un atto di amor proprio da non sottovalutare.

Cosa fare quindi?

Cercare il più possibile di affidarsi a strategie semplici ma che mantengano alta la motivazione. Un esempio? Creare un piano dettagliato, che permetta di avanzare passo dopo passo. Può essere utile utilizzare un backward planning, così da renderci subito conto se la tempistica è poco realistica e correggere il tiro, e contare ogni piccolo passo come un piccolo obiettivo da raggiungere. Registrare i progressi è sempre una buona idea, ma senza che il diario personale diventi un’ossessione: piuttosto, meglio utilizzare un’agenda o un bullet journal. Infine, premiarsi: ogni giorno è una conquista, ed è necessario complimentarsi con se stessi per alimentare tenacia e determinazione. E poi, in fondo, ce lo meritiamo.

Leggi anche:

Autostima: migliorala coi consigli della psicologa

Primo colloquio? 5 consigli per fare subito buona impressione (e ottenere il lavoro che vuoi)

Pubblicato il: 19 giugno 2017
Categoria:
COMMENTA

Devi essere registrato per poter lasciare un commento

RICHIEDI UNA MENTORSHIP

Le Mentor sono donne che hanno raggiunto posizioni lavorative appaganti e che mettono a disposizione il loro tempo e la loro esperienza in un percorso di mentorship a carattere personale e totalmente gratuito.

Gabrielle Fellus
Presidente e Trainer del Krav Maga Center KMIT e Consulente di Comunicazione
Silvia Brena
Giornalista, CEO di una società di comunicazione
Patrizia Rizzo
Advisor investor services
Ludovica Lardera
CEO I-Faber Spa

Scopri