“Il libro delle piccole rivoluzioni” è una guida per far luce sui piccoli malesseri quotidiani, capirne il perché e come risolverli: per una quotidianità serena e felice.

“La felicità è nelle piccole cose”, ed Elsa Punset, filosofa esperta in intelligenza emozionale, deve saperlo bene, se ha deciso di scrivere “Il libro delle piccole rivoluzioni” (De Agostini, 2017, disponibile sul sito). Elsa, già autrice di “Bussola per naviganti emozionali”, ha scoperto che il controllo e la consapevolezza delle proprie emozioni sono la chiave per vivere piccoli attimi di serenità e felicità quotidiana. Riprendere il controllo dei propri ritmi, fare un refresh dei propri obiettivi e dominare le emozioni negative, sono solo alcune strategie che la Punset propone nel suo nuovo libro. I pro? Sono tattiche di semplicissima attuazione: niente a che vedere con strane meditazioni new age. Da questo punto di vista, “Il libro delle piccole rivoluzioni” si colloca come una semplice guida alla riscoperta delle proprie risorse emozionali, e come sfruttarle a proprio favore. E’ il libro del fare, applicabile in molti ambiti, soprattutto quello del lavoro. Anche una filosofa emozionale, infatti, ha capito come un lavoro insoddisfacente è la principale causa di infelicità al mondo. E spiega questo concetto attraverso i numeri, per renderlo chiaro e scientifico: “Lo sapete che solo una persona su cinque è soddisfatta del proprio lavoro?”. Forse, purtroppo, molti di noi lo sanno bene.
Come rimediare?

Il potere della routine

Il primo passo da fare è modificare alcune abitudini quotidiane: no, non significa svegliarsi alle sei per fare attività fisica (anche se può avere i suoi lati positivi), ma ristabilire alcuni processi e rimetterli in asse sul piano della nostra personale felicità. Un esempio? Correggere il dialogo interiore: “Passi un sacco di tempo a parlare con te stesso. E spesso nemmeno te ne rendi conto”. Mancata consapevolezza, questa, che può costarci cara, e dirigerci verso l’autosabotaggio. Ma una soluzione c’è, e in questo caso sono le emozioni a venirci incontro: se infatti non possiamo prestare attenzione a ogni nostro singolo pensiero, possiamo invece captare le emozioni negative che quest’ultimo ci provoca. E correggere il tiro. “Fermati e ascolta ciò che stai pensando. Poi scrivilo. Poi, volgilo in positivo, finché quel pensiero non perderà tutto il suo potere distruttivo”. Vi sentite meglio?

Quali sono i miei obiettivi?

Ma soprattutto, quali sono le mie priorità? Spesso, nel marasma quotidiano, perdiamo di vista gli obiettivi di lungo termine, e ci ritroviamo a lavorare solo per finire quel progetto, far contento il capo o per “portare a casa lo stipendio”. “Per evitarlo, è consigliabile tracciare una mappa delle tue attività lavorative” – spiega Elsa – “tenendo in mente gli obiettivi che intendi raggiungere in breve, medio e lungo termine”. Anche qui, l’esercizio di scrivere i propri obiettivi può aiutare, salvo poi appendere il foglio e guardarlo di tanto in tanto.

Perché lavoro?

Avete mai sentito la storiella raccontata da Charles Péguy? Elsa la ripropone come esempio lampante: alla domanda di Charles ad alcuni operai su cosa stessero facendo, alcuni risposero “taglio la pietra”, o un ben più triste “mi guadagno da vivere”. Altri, invece, dissero: “Costruisco una cattedrale”. Non è l’attività in sé a determinare la nostra felicità, ma il significato e lo scopo che le diamo. Non è forse Mark Zuckerberg che, di recente, ha detto agli studenti di Harvard: “Facciamo cose grandi non solo per creare progresso, ma per creare uno scopo”? Capire il “perché” è ancora più importante del capire “come”.

Piccole strategie quotidiane

Ma “Il libro delle piccole rivoluzioni” è una guida completa, e non si limiterà a farvi capire il perché del vostro malessere: fornirà anche gli strumenti giusti non solo per smettere di soffrire, ma per essere addirittura felici della propria quotidianità. Come? Insegnando alcuni trucchi, come l’autoaffermazione per aumentare l’autostima, le strategie di comunicazione non verbale per essere ascoltati (hai una riunione? Siedi al centro del tavolo per avere successo!), annientare eventuali casi di mobbing, o gestire le proprie paure. Ce n’è per tutti: non per diventare infallibili, ma per creare la propria àncora di salvataggio quando sentiamo che qualcosa non va. L’obiettivo, infatti, non è diventare perfetti, ma accogliere i propri difetti e evitare che ci facciano del male.

L’importanza di ascoltarsi

Il filo rosso dell’intero libro è la capacità di soffermarsi sulle proprie emozioni, capire cosa ci stanno trasmettendo e quali sensazioni fisiche ci fanno provare; poi, con la gentilezza che sempre dovremmo usare nei nostri confronti, è necessario lasciarle andare per fare spazio a ciò che di bello sappiamo creare. Coi propri tempi, i propri modi e con le tecniche giuste. Questo modo di coccolarsi, così lontano dalle strategie di coaching americano più aggressive, ha in sé tutta la capacità della psicoterapia di insegnare ad accettarsi e migliorarsi per il proprio bene. E’ un libro da leggere, rileggere, sottolineare e scarabocchiare. E anche da ascoltare: su Spotify è disponibile la playlist di Elsa Punset, da sentire mentre si legge. Un training a tutto tondo.

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Pubblicato il: 10 luglio 2017
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