Come riuscire a conciliare vita lavorativa e vita da neomamma? Non è sempre facile. Eppure come ci racconta in questa testimonianza Claudia Femora, Direttore Relazioni Esterne e Affari Istituzionali di Boiron Italia e mentor di workHer, una via d’uscita c’è. Basta avere chiari gli obiettivi e pianificare.

 

Se parliamo di conciliazione mi viene in mente prima di tutto che, per riuscirci, dovremo fare tanta, tanta fatica. Almeno è quello che è successo a me; poco dopo che è nata Alice, la mia bambina che ora ha quasi 9 anni, ho cominciato a lavorare in Boiron. Due nuovi inizi, e in contemporanea.

Una donna che diventa mamma è costretta a ottimizzare i suoi tempi, ad aprirsi a nuove possibilità e a sviluppare una capacità preziosissima: la gestione di attività diverse tra loro in un’unica giornata, diventando “multi-tasking”, se già non lo era! Questa capacità, che spesso è sottovalutata proprio da noi donne, può diventare un vantaggio straordinario: i bambini ti obbligano a organizzare le giornate al meglio, a concentrarti al massimo, a sfruttare ogni momento disponibile per renderlo “di qualità”.

Inoltre, quando ho cominciato a lavorare in Boiron, ho messo a fuoco un particolare su cui fino ad allora non mi ero mai soffermata a riflettere: quando aderisci a un progetto, tutto necessariamente diventa parte di quel progetto. La vita personale è un tutt’uno con la vita professionale, ed entrambe sono solamente due sfaccettature del nostro disegno di vita. Per riuscire ad armonizzare ogni cosa, è importante accettare il progetto nella sua totalità, pianificare al meglio il tempo e le attività, e imparare a farsi aiutare da chiunque si renda disponibile.

Quello che personalmente è servito per provare a conciliare ogni ingrediente, è stato chiarire a me stessa il mio progetto, il perché lo stavo facendo. Mi ha sempre mosso la passione per il mio lavoro. La certezza che la realizzazione personale passa anche dalla mia professione. E dall’altra parte volevo riservare a mia figlia del tempo di qualità, durante il quale poterle prestare attenzione completa e seguirla in ogni sua tappa. Chiariti a me stessa questi bisogni, ho cominciato a pianificare! Sul lavoro ho cercato di essere ancora più concentrata su cosa avrei potuto fare e di investire le energie solamente sui progetti che ne valgono davvero la pena. Ad Alice, invece, ho da sempre cercato di spiegare che il tempo di qualità che spendiamo per una passione serve a farci sentire bene con noi stesse. Il tempo che la mamma passa lontana da lei si trasforma in un valore, in una felicità che, una volta insieme, possiamo condividere. Quando poi sono con lei, cerco di staccare completamente e mi metto in ascolto dei suoi bisogni. Tutto questo non è né facile, né automatico. È un equilibrio che va ricercato continuamente.

Ovviamente per conciliare tutti questi aspetti mi sono fatta aiutare. Questo è un altro consiglio che mi sento di dare alle donne e alle mamme che lavorano: chiedete aiuto! Soprattutto nel primo periodo, i miei genitori mi hanno dato una grande mano con Alice e in seguito si è creata una vera e propria “rete di sostegno”, con le mamme del quartiere dove abitiamo. Piano, piano, dopo esserci conosciute, ci siamo coinvolte l’un l’altra in una catena virtuosa di piccole gentilezze reciproche (per esempio, se una mamma mi confessa di avere un impegno improvviso in serata, invito la figlia a casa a giocare con Alice; in questo modo faccio felice mia figlia e so che, la volta che succederà a me, potrò contare su di lei!). Questa condivisione con altre mamme dei piccoli impegni e problemi gestionali quotidiani ti aiuta anche a comprendere che non sei sola e la consapevolezza di poter chiedere aiuto ti fa sentire più tranquilla quando si verifica un imprevisto. Sul lavoro, invece, ho imparato a riconoscere le priorità, a dosare le energie, a esprimere le mie difficoltà e ancora una volta a farmi aiutare, affidandomi sempre di più ai miei collaboratori, ma anche ai colleghi di pari livello o al mio superiore.

Questo, e un’accurata pianificazione dei miei impegni, riescono ogni giorno a farmi dire: ce la posso fare!

 

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Pubblicato il: 18 luglio 2016
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