Il colloquio? Un ricordo lontano: ecco quali sono le nuove modalità di selezione preferite dalle aziende

Negli anni, molti dubbi sono stati sollevati sulle tradizionali modalità di selezione del personale: troppo lunghi, generici e statici, poco adatti a un mercato del lavoro che si muove alla velocità della luce e ha bisogno di risorse attive e sempre più specializzate. Se l’introduzione del digital nelle materie HR era inizialmente rivolto al bisogno di avvicinare le nuove generazioni, oggi invece risulta utile soprattutto alle aziende: come? Mettendo al bando i classici colloqui face to face, o comunque, limitandoli. In fondo, se ci si aspetta un ambiente di lavoro dinamico e motivante, è auspicabile che si inizi dalle fasi di selezione.

Perché il colloquio è out?

“Le domande poste durante un colloquio sono poco focalizzate e anacronistiche” : parola di Mariagrazia Bizzarri, HR di ICBPI – CartaSì. Un esempio? Se oggi il turnover delle risorse risulta essere mediamente alto, non ha più senso chiedere al candidato come si vede tra 5 anni; potrebbe rispondere in modo non veritiero per lusingare l’azienda, ma è un arco di tempo molto lungo per aspettarsi di lavorare ancora lì.
D’altro canto, chiedere al candidato “Perché dovremmo assumerti?” non chiarisce la sua reale motivazione. Molto spesso, infatti, chi si appresta a fare un colloquio non ha neanche la possibilità di controbattere “E io perché dovrei lavorare qui?”

I Talent Game per testare veramente le competenze

Laurea e corsi di formazione non bastano più: le aziende non possono permettersi di sbagliare un’assunzione. Cosa fare allora? Arrivano in aiuto i Talent Game, software di simulazione di scenari aziendali veritieri che mettono alla prova i candidati, i quali dovranno “giocare” in team. E’ stata Accenture la prima ad adottare il metodo, e per il secondo anno consecutivo ha dato il via a Cyber Game, un modo per permettere ai candidati di dimostrare le loro competenze ed entrare in azienda.

Le competenze digitali

Da un candidato poco più che ventenne ci si aspetta una flessibilità digital fuori dal comune: tuttavia, come testarla? Di certo, non analizzando i CV in modo statico. Le nuove modalità di selezione, assolutamente pratiche e che si basano spesso su programmi e software a disposizione dell’azienda, permettono di capire a fondo il rapporto che il candidato ha coi social, se è dotato di una coscienza digitale, quali e quanti programmi conosce, se è ferrato sulla netiquette. Da un lato, il candidato ha modo di capire al volo ambiente di lavoro e mansioni, e potrà essere preso in considerazione anche per altre posizioni aperte in base alle competenze trasversali emerse durante l’interview; dall’altro, l’azienda non vedrà più i colloqui come un percorso lungo, faticoso e dal risultato incerto. Con un guadagno per tutti.

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Pubblicato il: 16 ottobre 2017
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