Facebook e privacy: come mantenere uno spazio privato tale, senza interferenze col lavoro? Ecco i trucchi e qualche tip per fare carriera.

Il tuo profilo Facebook? Lo guarda il 60% dei selezionatori, secondo una ricerca di Business Insider. Lo fanno, in particolare, gli addetti ai lavori nell’ IT, nelle vendite e nei servizi finanziari. La sorpresa? Il 49% dei recruiter non ha assunto il candidato proprio a causa del suo profilo Facebook. Come fare, quindi?

L’importanza della privacy

Sembrerà un consiglio scontato, ma è la base: rendere privati tutti i post, i link e le informazioni è il primo passo. Si, anche quei post innocui di otto anni fa, quando eri al liceo. Anzi, soprattutto quelli. Attenzione poi ai commenti in privato sull’azienda: nel 2016 il Tribunale di Milano ha deciso il licenziamento legittimo per comportamenti sconvenienti sui social.

Due profili?

Una strategia vincente potrebbe essere quella di avere due profili, uno professionale, completamente pubblico, da tenere come un blog di presentazione, e uno privato (del tutto protetto). Questo, permetterà di sfruttare le diverse qualità di Facebook, che negli ultimi tempi si sta impegnando a diversificare i suoi servizi: un esempio? Presto arriverà Facebook Jobs, per cercare lavoro.

Accettare l’amicizia di clienti e datori di lavoro: si o no?

Come detto prima: dipende dal profilo. Se è un profilo strettamente personale, tornerà utile rifiutare l’amicizia con un messaggio e specificare che è meglio (e più interessante) aggiungere invece il profilo professionale alla propria rete. Hai un solo profilo? E’ arrivato il momento di ripulirlo: attenzione, non significa renderlo desolato! Foto con amici e delle vacanze vanno benone, ma attenzione a netiquette e post fuori luogo.

Ma non esistono delle regole in materia?

Esistono eccome, e a definirle è stato il The Guardian, che per primo ha percepito il problema. A ruota, alcune aziende hanno definito una policy interna. Le domande da farsi sono poche e semplici. Ad esempio, com’è l’ambiente di lavoro? E’ presente un marcato verticalismo? E’ possibile affrontare l’argomento col boss?

Non sottovalutare la intranet aziendale

Sono state, in particolare, alcune aziende italiane a credere nelle intranet di recente: un esempio? UniCredit ha una policy molto restrittiva sul tema social, e per scongiurare problemi di varia natura, lavora dal 2007 alla sua intranet aziendale: un sistema di chat, profili, forum di discussione e blog che non sono solo dedicati ai temi bancari, ma anche e soprattutto a eventi sociali, al tempo libero e al networking con le sedi estere. La cosa bella è che i primi a utilizzarlo sono proprio i top manager, riducendo così la distanza dal potere e invogliando tutti a fare lo stesso.

Trasforma il profilo in un curriculum!

Quasi tutti sono iscritti a Facebook, anche il tuo datore di lavoro. E l’idea è venuta a Claudio Nader, giovane italiano ex cervello in fuga: ogni esperienza lavorativa può avere il link diretto al “ricordo di Facebook” che hai condiviso all’epoca. Sarà come vedere un video curriculum o sfogliare un diario.

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Pubblicato il: 23 giugno 2017
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