E’ arrivato il momento di lasciare il nido (aziendale) e diventare freelance: da dove iniziare? Ecco consigli e trucchi da chi c’è già passato.

“Il segreto per essere un buon freelance? Fare finta di non esserlo”: sono queste le parole di Sarah Max, giornalista economica statunitense e freelance da più di dieci anni, che nella ricetta dell’indipendenza lavorativa ci crede, ma a determinate condizioni. In Italia sono in molti a sognare la Partita IVA: sono oltre 5 milioni i lavoratori indipendenti, e ben il 15% di essi lavorano nel campo IT e comunicazione (dati ISTAT). Ma quali passi fare per iniziare, e quali consigli tenere a mente? Vediamo alcuni step.

Quale forma giuridica scegliere?

Si può optare tra l’essere un libero professionista, una ditta individuale o una società a responsabilità limitata. Se la prima forma è la più conosciuta, le altre sono più ostiche: la ditta individuale è un’impresa, e quindi, avviandola, ci si assume il ruolo di imprenditore. Qual è la differenza con il libero professionista? La tassazione: le ditte individuali versano infatti contributi fissi, a differenza della prima categoria. Infine, la terza opzione attribuisce il titolo di socio unico, ed è una forma societaria complessa, che prevede il pagamento di eventuali debiti col proprio capitale. Inoltre, c’è la possibilità di sfruttare il regime dei minimi, se si guadagnano meno di 30.000 euro lordi l’anno, se l’attività è stata aperta da meno di cinque anni: con questa modalità, tutta la tassazione (Irpef, Irap e IVA) sarà sostituita da un’unica imposta al 5%. Con un gran risparmio di denaro.

Dalla teoria alla pratica: crea un sito web

Un sito web, un blog, o entrambi. La rete è il primo contatto che i clienti hanno col tuo lavoro, e una buona presentazione è fondamentale. Il trucco? Fai un “elevator pitch” efficace, ovvero una breve presentazione (lunga quanto una corsa in ascensore). Sarah Max poi consiglia: mai presentarsi come freelance. “Quando ho iniziato a definirmi giornalista economica, e non giornalista freelance, ho visto i miei contatti impennare: dare sempre valore alle proprie competenze”.

Fai network (e vai a caccia di clienti)

Il web serve anche a fare network. Una prima fase del lavoro da freelance, infatti, consiste nel trovare i clienti: puoi anche seguire forum o luoghi virtuali di ritrovo, prendere parte a conferenze e workshop, o sfruttare i contatti conosciuti durante il periodo da dipendente. L’importante è avere un portfolio folto, affidabile e costante nel tempo.

Organizza il tuo ufficio

“Quando si è freelance – continua Sarah Max, in un’intervista rilasciata a La Repubblica a luglio scorso – “è facile svegliarsi tardi, organizzare male il proprio lavoro o, peggio ancora, cercare di concluderlo tra una lezione di spinning e l’altra”. Un primo passo da fare, quindi, è organizzare il proprio ufficio: non è necessaria una stanza ad hoc, basta anche un tavolo in cucina che possa raccogliere, e tenere a portata di mano, tutto ciò di cui si ha bisogno. “Ma il vero ufficio si trova nel computer”, afferma Sarah. Spazio quindi a piccoli investimenti in sistemi di archiviazione e newsletter. Il trucco in più? Impara ad usare Gmail e tutti i suoi segreti.

Organizza il lavoro

Dopo aver raccolto i clienti e organizzato l’ufficio, si può iniziare a lavorare: “Stabilire degli orari di lavoro permette di ritagliarsi del tempo libero. O, al contrario, impedisce di avere troppe pause”. E la Max continua: “Personalmente, mi sveglio e mi preparo come se dovessi andare in ufficio, in modo da non farmi prendere dalla pigrizia. Poi, si possono utilizzare gli stessi strumenti che si sfruttano in azienda: le to do list, le videoconferenze con i clienti e le timetable.”

E la paga?

Compito del freelance è anche stabilire il compenso per i propri lavori: “Come una vera e propria start up – commenta Sarah – bisogna mettere in conto una piccola perdita iniziale, per farsi conoscere”. Dopo qualche tempo, poi, quando il nome del brand inizia ad essere conosciuto, si può ricalibrare il prezzo in base alla bontà del lavoro. E trattare il tuo introito come se fosse uno stipendio: avendo sotto controllo le spese e creando una “somma cuscinetto” per gli imprevisti. Quanto? Ora sei tu a decidere: è la vita da freelance.

Pubblicato il: 25 ottobre 2016
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