Sempre più aziende richiedono la forma del videocurriculum, che ha vantaggi per entrambe le parti. Ecco i consigli per un videocurriculum perfetto.

La selezione del personale è una materia mutevole, e cambia con il cambiare delle tecnologie: se i colloqui face to face sono già obsoleti per i più futuristi, i curriculum cartacei fanno storia.
Per i recruiter, infatti, il video CV permette di valutare quella comunicazione verbale e non verbale che non si può evincere tramite il classico CV in formato europeo. E se questo può essere un punto di svantaggio quando non si sa da dove iniziare nel girare un video CV, è importante anche sapere i vantaggi da sfruttare per mettere in saccoccia il tuo prossimo colloquio.

Un video CV è quasi un colloquio

Quindi, di base, valgono le regole del colloquio: un’immagine e un abbigliamento semplici e curati, una stanza quanto più asettica possibile, un atteggiamento sicuro e affidabile. La risoluzione del video deve essere buona ma non necessariamente eccellente, l’audio ben comprensibile (controlla che le casse non siano coperte!) e la lunghezza non eccessiva: sono consigliati al massimo 2 minuti, salvo altre indicazioni.

Cosa dire?

Il video CV non deve essere la ripetizione a voce del proprio curriculum tradizionale: in modo naturale e spontaneo, infatti, si può parlare della propria formazione e delle esperienze lavorative tenendo a mente tre punti fondamentali:

– Chi sono;

– Cosa so fare;

– Cosa voglio fare.

Il primo e l’ultimo punto dovrebbero essere i più brevi.

Parola d’ordine: semplicità

Sarebbe meglio evitare video con musiche di sottofondo e fronzoli vari: comprometterebbero la chiarezza e la naturalezza del prodotto. Piuttosto, se è sull’originalità che si vuole giocare, sarebbe meglio personalizzare ogni videocurriculum sulla base dell’azienda che dovrà riceverlo, magari aggiungendo una sezione finale sul perché vuoi lavorare proprio per loro. Insomma: basti tu e le tue aspirazioni per fare colpo sul recruiter.

Alcuni consigli tecnici

L’inquadratura preferita, ad esempio, sarebbe un piano americano o mezzo busto. Gli occhi devono guardare in modo naturale e non forzato dritti nella videocamera. Il tono di voce? Non troppo alto, ma ben chiaro e scandito, che infonda sicurezza e fiducia. La videocamera deve essere perfettamente all’altezza del proprio viso, mai troppo in alto o, peggio, troppo in basso. Scegli, infine, un formato video che possa essere agevolmente letto da tutti i software disponibili sul commercio, senza la necessità di scaricare ulteriori programmi di lettura.

Gli ultimi secondi

Infine, è molto apprezzato dedicare gli ultimi secondi del videocurriculum alla presentazione dei propri hobby. La tip in più? Sottolineare come proprio questi hobby possono essere d’aiuto o spunto di riflessione per svolgere il proprio (futuro) lavoro in modo eccellente. E, infine, concludere con una frase semplice ma d’effetto. L’obiettivo è: distinguersi dagli altri.

Quali strumenti utilizzare?

Quali strumenti utilizzare per girare e editare? Lo smartphone o la webcam andranno più che bene, ma è il post produzione a necessitare di un software più specifico. Tra le migliori app per registrare video, molto utile è Clips, gratuita ma solo per iOs, che permette non solo di girare, ma anche di modificare e editare sulla base di alcuni filtri. Molto famoso è anche iMovie, ricchissimo di strumenti di montaggio. Hai un Android? Nessun problema, esiste Andromedia Video Editor, un po’ più tecnico ma comunque intuitivo: permette di tagliare, editare, aggiungere effetti o musica. Inoltre, supporta i formati MP4, MOV, JPG, PNG, MP3, WAV ed esporta sia a risoluzione media (360p e 480p) che HD (720p). Più che sufficiente per un videocurriculum ben fatto!

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Pubblicato il: 27 novembre 2017
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