Lavorare da casa o in un bar, purché collegate al proprio ufficio tramite smartphone, pc o tablet. È lo smartworking, uno strumento di lavoro diffusissimo in tutto il mondo e che proprio in questi giorni potrebbe essere regolato da una serie di articoli contenuti nella Legge di Stabilità. Per la prima volta in Italia, un disegno di legge potrebbe infatti garantire parità di diritti a chi lavora in ufficio o da casa. Perché, nonostante oggi sia una pratica diffusa in quasi una grande azienda su due, si tratta di una realtà ancora poco conosciuta e sottovalutata. Dalla privacy agli infortuni ecco, in sintesi, che cosa potrebbe cambiare.

È la possibilità da lavorare da casa o collegate dal proprio computer lontane dall’ufficio. Si chiama smart working e letteralmente significa “lavoro agile”, una pratica non ancora diffusa in Italia ma recentemente in grande ascesa (che, secondo gli esperti, incrementerebbe la produttività fino al 40%, ridurrebbe l’assenteismo e anche i costi strutturali per le imprese). Lo dicono alcuni studi dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, che in questi giorni ha diffuso i risultati di un’indagine durata mesi e che ha coinvolto più di 250 grandi aziende e di 350 piccole e medie imprese. A oggi, infatti, il cosiddetto lavoro agile interessa il 37% delle aziende e il 29% delle pmi, mentre è stato introdotto rispettivamente nel 48% e nel 14% dei casi. Numeri non indifferenti, ma che potrebbero crescere. Lo smart working infatti potrebbe diventare presto legge, grazie a 9 articoli che saranno contenuti nella legge di Stabilità firmati da Maurizio Del Conte, docente alla Bocconi. Il provvedimento interverrebbe così per la prima volta in Italia su tutta una serie di materie che vanno dalla privacy agli infortuni, vediamoli nel dettaglio.

La riunione? Su Skype!

Nato con l’obiettivo di “incrementare la produttività e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”, il disegno di legge prevede la possibilità di lavorare fuori dall’ufficio anche solo un giorno alla settimana e di utilizzare smartphone o tablet per poter lavorare in remoto.

Quali contratti?

La tipologia di accordo con il proprio datore di lavoro può essere a tempo determinato o indeterminato ma può avere fine solo per una giusta causa con un preavviso non inferiore ai 30 giorni. Sono invece escluse le partite iva.

Diritti “agili”

Non ci saranno differenze di diritti tra chi lavora in azienda e chi lavora agile. Alcuni articoli del disegno di legge infatti prevedono le stesse coperture assicurative in caso di infortuni fuori ufficio o avvenuti nel percorso casa/coworking.

Lo sapevi che…

Il ddl è stato firmato sì da Maurizio Del Conte, ma nasce da una proposta di legge presentata lo scorso anno da 3 donne: Alessia Mosca, deputata PD, Irene Tagli, PD, e Barbara Saltamarini (Noi di Salvini).

Pubblicato il: 27 ottobre 2015
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