La capacità di risolvere i problemi, sempre più richiesta nel mercato del lavoro, e 5 consigli utili per migliorarla.

Quando Linda Cliatt-Wayman è arrivata in qualità di preside in una delle scuole più svantaggiate di Filadelfia, era decisa a dettar legge e a farsi valere a qualsiasi costo. Presto però ha capito che la cosa era molto più complicata di quanto pensasse: così ha cambiato la sua strategia e ha realizzato che la soluzione migliore era accompagnare gli studenti nel loro percorso educativo con coraggio, determinazione e amore. I risultati: dopo un anno la sua scuola, la Strawberry Mansion, era stata rimossa dall’elenco di istituti a basso rendimento e l’assenteismo tra gli studenti si era ridotto notevolmente. “Decisi di affrontare ogni problema con responsabilità, attenzione e atteggiamento professionale” ha dichiarato Linda “perché avevo deciso di elaborare un modello didattico concentrato sui miei studenti. Un grande cambiamento”.

Linda ha agito, di fronte a un imprevisto, con le stesse qualità che in psicologia identificano una buona capacità di problem solving, una delle life skills che ci aiutano, nella vita di tutti i giorni, a uscire da situazioni complesse e da problemi percepiti come insormontabili ritrovando benessere ed equilibrio. Alcuni esempi? Un lavoro pianificato e poi messo in discussione da urgenze o imprevisti, uno speech in pubblico non programmato o anche un macroproblema sottovalutato, fino al tipico ostacolo “dell’ultimo minuto”. Situazioni quotidiane che mettono alla prova la nostra capacità di rispondere tempestivamente a qualcosa di non programmato nella vita professionale o privata. “Le life skills come il problem solving” spiega la psicologa Francesca Bergamo “sono indispensabili nell’affrontare in modo costruttivo le esigenze e i cambiamenti nella vita di tutti i giorni. Si tratta di abilità che ci aiutano a mantenere una condizione di benessere mentale con comportamenti positivi declinabili in base all’interlocutore e al contesto in cui ci troviamo”.

Ed è proprio il problem solving a essere una delle life skills più preziose nel mercato del lavoro: secondo una ricerca della società americana Millenial Branding, 9 selezionatori su 10 cercano nei candidati persone con questa spiccata capacità. Ma quali sono i segreti per migliorare questa capacità? Ecco allora 5 domande da porsi di fronte a un problema da risolvere:

  1. Quale problema?
    Il primo step è riconoscere e identificare il problema: definirlo in modo chiaro e preciso aiuta a percepirlo come affrontabile e quindi a non farci sopraffare da ansie e preoccupazioni;
  1. Quanti problemi?
    I problemi non sono tutti uguali! Chiediti: è un problema causato dal comportamento umano o si tratta di un problema oggettivo? Dopo averne definito la natura, spezzalo in microproblemi e scrivili su un foglio bianco, come se fossero step da seguire per la loro risoluzione: ti sembrerà tutto più semplice.
  1. Che cosa potrei fare?
    Pensa alle possibili soluzioni per venirne fuori. Via libera alla creatività! E non fermarti alla prima opzione disponibile.
  1. Quale soluzione scelgo?
    È il momento di valutare. Elenca le idee emerse e selezionale accuratamente, tenendo presente che non esiste un modo univoco per decidere quale sia giusta e quale no. Per questo ti devi lasciare del tempo per valutarne i pro e i contro, senza fretta e con lucidità. I manager, spesso, hanno paura di avere una visuale troppo ristretta del problema. Per slegarti da queste catene, smettila di chiederti “Che cosa dovrei fare?”, ma piuttosto valuta che cosa potresti fare.
  1. È la soluzione giusta?
    Nessuna soluzione, fortunatamente, è definitiva. Puoi testarla, ad esempio chiedendo consigli a una mentor, o sperimentarla su una parte del problema, per evitare errori costosi, a livello professionale o finanziario. E ricorda: il risultato-obiettivo dovrebbe essere il più possibile specifico.
Pubblicato il: 26 gennaio 2016
Categoria:
Vitiana Paola Montana 28 gennaio 2016 alle 18:38

In effetti, il problem solving si basa sulla capacità di riuscire ad azionare la nostra parte creativa.
Attivandoci per trovare soluzioni diverse dai soliti schemi che usiamo abitualmente, possiamo consolidare non solo la nostra abilità nell’individuare la soluzione più consona al problema che stiamo esaminando ma anche, e soprattutto, rafforzare il nostro sentimento di autostima.
Ne parlo qui: http://www.progettoevolutivo.it/psicologia/creativita-istruzioni-per-luso/

Grazie per l’articolo ben strutturato e ricco di spunti!

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