LinkedIn non è solo personal branding: come ogni social, sfrutta potenzialità SEO per il suo traffico. Conoscerle è il modo migliore per avere un profilo di successo. Ecco i consigli di LinkedIn For Business

Il profilo: dove inserire le parole chiave

Non solo foto profilo e job description: LinkedIn ha un sofisticato sistema SEO la cui visibilità lo rende efficace al pari di altri motori di ricerca. A partire dal profilo. La pagina principale di LinkedIn, infatti, è una landing page a tutti gli effetti: la parola chiave deve essere presente in tutte quelle sezioni che saranno lette fin da subito, ovvero

– Nell’intestazione;

– Nel riepilogo;

– Nell’esperienza attuale;

– Nella formazione e nelle competenze.

Parole chiave sì, ma con intelligenza: quali inserire?

Il profilo LinkedIn non deve ovviamente diventare un’accozzaglia di parole chiave senza senso: così come fa Google, anche LinkedIn ha un “sensore intelligente” e capisce subito i tentativi di spam. Il segreto? Ottimizzare le parole chiave, che devono essere almeno 5 ma non troppo ricorrenti. Anche l’originalità conta: l’intestazione, ad esempio, deve saper catturare l’attenzione.

Ancora indecisa? Fai una ricerca

Nella sezione “Ricerca Avanzata”, prova a digitare la tua job description e individua le parole chiave più ricorrenti: così, avrai più probabilità di essere trovato dalle aziende e salire nel motore di ricerca. Questo potrebbe aiutare anche a non essere ripetitiva con le parole chiave e a scovare i sinonimi giusti.

Completa il tuo profilo

Tra migliaia di profili LinkedIn, è difficile pensare che bastino cinque parole chiave per emergere: è fondamentale, infatti, avere anche almeno 500 collegamenti (possibilmente di professionisti veri e attinenti alla job position, e non fake) e una completezza del profilo del 100%. Per altre tips sul profilo, leggi l’articolo sul profilo LinkedIn perfetto!

Fai un’analisi dei concorrenti

I competitors su LinkedIn? Studiali! Annota le loro parole più ricorrenti, i loro collegamenti e il loro tono di voce, soprattutto di coloro che ricoprono i primi posti nella Search: pubblicizzarsi su LinkedIn, infatti, è come pubblicizzare un prodotto. A chi voglio parlare? Qual è il mio target? Ho favorito l’endorsement?

Monitora i progressi

Non ignorare gli alert di LinkedIn sul grado di successo del tuo profilo: ad ogni nuova visualizzazione, scopri chi è e cosa cerca. E’ un ottimo modo per correggere il tiro o anche solo per avere un collegamento in più. E poi, cross fingers: nel 2016, ben l’82% dei professionisti aveva un profilo LinkedIn attivo (indagine AxiCom).

 

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Pubblicato il: 20 marzo 2017
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