La docenza è arte, ma anche responsabilità: ecco quali sono le competenze che un insegnante deve avere nel 2018.

Fare il docente? Una vera e propria vocazione: trasmettere il sapere è tra le arti più antiche e nobili, e ancora oggi gode di fascino intramontabile. Poi, col Concorso Docenti in arrivo, molti ne approfittano per dare una spolverata alle hard skills necessarie. Ma la docenza mette in primo piano soprattutto i rapporti personali: anche le soft skills sono importanti! Ecco quindi quali sono le 5 competenze da avere per essere un ottimo insegnante.

Hi-tech e innovativo

Sono lontani i luoghi comuni del professore plurilaureato ma che non sa accendere il proiettore! Oggi, un docente non può non capirne di computer, mobile, del funzionamento di Google e del pacchetto Office. Insomma, davvero le basi. La marcia in più? Sperimentare insieme ai ragazzi altri device sempre nuovi: sempre più spesso, infatti, i ragazzi partecipano a concorsi e gare tra scuole, e assistere i propri studenti utilizzando programmi video avanzati (anche coi tool gratuiti su internet) per presentazioni accattivanti, risulta una carta vincente!

Open minded e attento

I pregiudizi sono out: l’insegnante si trova a dover accompagnare nel loro percorso di vita ragazzi con passato e presente molto diversi tra loro. E’ necessario essere attenti ed empatici, capendo anche se lo studente sta soffrendo per questioni private, ma non riesce ad esprimerlo.

Esperto di Storytelling

Già, lo Storytelling non è solo prerogativa delle pubblicità: la sua vera natura si esprime nell’insegnamento. Un esempio? I vari documentari in TV, come i famosissimi di Alberto Angela: se adoriamo vederli, è proprio grazie all’impostazione di cui godono. Prendiamo spunto.

Aperto alla discussione

In un mondo che cambia velocemente, lo studente deve sentirsi libero di capire e dire la sua senza sentirsi giudicato: il dibattito aperto va benissimo, ma se si sente una certa resistenza da parte della classe, potrebbe essere utile organizzare un questionario in forma anonima, magari sui social. Quale modo migliore per farli sentire a loro agio? In alternativa, si possono prendere in considerazione e proporre nuove forme di interazione, come le flipped classroom – le lezioni seguite da remoto – e la Scuola senza zaino, con modelli diversi rispetto alle classiche lezioni frontali.

Creatività e nuovi strumenti didattici

Ovvero la capacità di guardare le cose da un altro punto di vista, come la famosa scena dell’Attimo Fuggente. Se l’apprendimento è uno scambio, gli studenti non vanno indottrinati, ma esortati a tirar fuori il loro meglio, anche con mezzi non convenzionali. Insomma, non è detto che tutti diventino ingegneri o medici, ma l’obiettivo di un docente è anche quello di renderli consapevoli. Un esempio pratico? Adoperare giochi matematici in scatola, robot e umanoidi per la pedagogia avanzata, magari per scoprire talenti nascosti o nuove passioni. Ed è per questo che ricordiamo con maggior piacere gli insegnanti la cui materia nulla aveva a che fare col nostro attuale lavoro: al di là delle hard skills, è questo ciò che resta.

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Pubblicato il: 25 febbraio 2018
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