No, non devi fare gli straordinari per fare buona impressione col capo/capa: ecco le strategie dell’esperta

Less is more: dovrebbe essere questo il motto che ci guida, in un mondo fatto di eccessi. E se gli eccessi ci sono anche nel mondo del lavoro, il problema si fa ancora più grande: per quanto si possa parlare di work-life balance e etica del lavoro, se le dinamiche sbagliate vengono attuate dal lavoratore stesso, c’è ben poco da fare. Un classico esempio? Fare colpo sul capo/capa: quanti pensano, effettivamente, che basti lavorare di più e in modo sempre costante per entrare nelle grazie del/ della boss? Un errore comune e fatale, secondo Abby Wolfe, editor del Time. Che invece consiglia altri metodi più efficaci.

Non perdere il contatto con l’ufficio

Quando si parla di engagement, non è solo al cliente che ci si rivolge: nelle grandi e medie aziende, sentirsi parte integrante di un gruppo è un obiettivo auspicabile anche per il dipendente. Infatti, sempre più spesso si esorta il personale a prendere parte alle intranet o agli eventi aziendali. Insomma, se durante la riunione il capo/ capa ti vede annoiato o preso da altro – anche solo dalle email di lavoro – l’impressione non è delle migliori. Fare domande, fornire risposte, sentirsi coinvolti nella vita d’azienda è sempre la strategia migliore. Si, vale anche per i lavori da remoto!

Impara a dire di “no”

E impara a distinguere bene le situazioni per cui vale la pena dire di “si”: ad esempio, è importante quando si prende in mano un progetto che può far svoltare l’ufficio; o quando si vogliono anticipare le richieste del capo/capa; o, ancora, quando si vuole dimostrare al boss che la frase “non è il mio lavoro” non è contemplata nel tuo vocabolario. E’ questa la tip nella tip: mettersi sempre in discussione e non tirarsi indietro davanti a mansioni nuove. A patto che siano utili per te e la tua carriera, e vengano svolte con coscienza: in caso contrario, se i contro sono maggiori dei pro, è necessario imparare a dire di “no”. Con valide giustificazioni.

Impara ad avere un’opinione

Un capo/capa che si rispetti non vuole un pappagallo, ma un professionista: impara a esprimere la tua opinione con garbo e in modo logico, per fornirgli anche un altro punto di vista. Non dire sempre si, non essere per forza dalla parte del/della boss: apprezzerà sicuramente il fatto che tu abbia un tuo pensiero e che non hai paura di esporlo. E’ sicuramente più fruttuoso per l’azienda dell’avere un dipendente che china sempre il capo e applaude a ogni affermazione del management. Il ragionamento autonomo aiuta la crescita!

Fai un check col boss regolarmente

E’ bene aggiornare il boss dei progressi dell’ufficio, dei tuoi personali avanzi di carriera (anche se sono solo ufficiosi), chiedere aiuto, discutere degli obiettivi da perseguire: spesso i capi sono distanti dalla quotidiana vita d’ufficio, e sapere di avere un filo diretto non può che fargli piacere. Il buon dipendente, per il boss, ha a cuore le dinamiche d’ufficio, ne ha cura e vuole migliorarle. Durante gli incontri, esprimi al manager questi propositi e il perché ritieni necessario che dieci minuti al mese vengano dedicati per discutere degli aggiornamenti. Si focalizzano le soluzioni comuni, e non dovrai pensarci al di fuori dell’ufficio. Non dovrai fare straordinari e avrai un ottimo rapporto con lui/lei, il capo/capa, che non ti chiederà un extra lavoro: non è forse una strategia efficace?

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Pubblicato il: 30 ottobre 2017
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