Vuoi diventare giornalista professionista? Ecco, spiegato dai professionisti, tutto quello che devi sapere per fare il lavoro che sogni

Ti piace scrivere, raccontare storie oppure semplicemente hai la passione per l’attualità e per tutto ciò che fa notizia: in poche parole, vorresti diventare giornalista. La premessa però è necessaria: per diventarlo serve essere molto motivati perché non si tratta di un’impresa facile. Prima di tutto perché è un mestiere in continua evoluzione: una volta c’era solo la carta stampata e la tv, ora invece ci sono i blog, le testate online e i social network che hanno rivoluzionato il settore imponendo nuove policy e nuove tecniche di scrittura. 

Come diventare giornalista professionista

La formazione per diventare giornalista non segue un unico binario: da una parte si può imparare il mestiere sul campo tramite stage o contratti di praticantato nelle redazioni, dall’altro ci sono le scuole di giornalismo (12 in tutta Italia) alle quali si accede tramite selezione. Solo le scuole riconosciute dall’Ordine possono sostituire il praticantato nelle redazioni e possono dare accesso all’esame d’idoneità professionale: chi lo supera, diventa giornalista professionista. È pubblicista, invece, chi ha svolto un’attività giornalistica continuativa e retribuita da almeno due anni presso una testata (online, radiotelevisiva o cartacea) ufficialmente registrata al Tribunale: è il direttore responsabile iscritto all’albo a certificare, dopo i due anni, l’effettiva attività svolta dall’aspirante giornalista. Infine, chi vuole imparare il mestiere, può sempre frequentare uno dei tanti corsi di giornalismo proposti dalle Università o da Enti di formazione: non concedono il praticantato ma possono dare delle utili dritte.

Che cosa ti serve?

Ecco alcune competenze utili suggerite dalla giornalista Michela Marra.

  1. Capacità di scrittura. Avere un’ottima conoscenza della lingua italiana è uno dei pilastri di questo mestiere. Altrettanto importante è non perdere il focus sulla regola delle 5 W (Who? What? When? Where? Why?): permette di fissare una scaletta degli argomenti e di concentrare l’attenzione sugli elementi chiave che non devono mancare in un testo giornalistico.
  1. Conoscenza delle lingue. Inglese, prima di tutto. Sia perché i vostri interlocutori possono essere stranieri – e capita molto spesso – sia perché serve per decifrare e capire al meglio il contenuto di documenti e report che possono essere fondamentali per il vostro lavoro. Se vi occupate di Esteri, poi, la conoscenza di una seconda lingua è quasi d’obbligo.
  1. Conoscenza delle regole SEO. Dedicato a chi scrive per l’online, ovvero a quasi tutte: la conoscenza delle regole SEO (Search Engine Optimization) è fondamentale. Tramite, per esempio, l’uso corretto delle keywords (parole chiave) si aumenta in modo esponenziale la visibilità e l’indicizzazione dei propri articoli sui motori di ricerca. Fare il web editor o il giornalista oggi, e non sapere cosa sia il SEO, vuol dire non aver capito come il mestiere sia cambiato.
  1. Cultura fotografica. La possibilità di scattare foto in qualsiasi momento della giornata per pubblicarle sui social media ha reso l’immagine sempre più importante anche per il giornalista: l’immagine va selezionata con la stessa cura con cui si scelgono le parole. Le foto servono per catturare l’attenzione del lettore, ma allo stesso tempo possono rendere più semplice l’esperienza della lettura e guidarla, caratterizzando il tone of voice della testata. Per questo motivo è importante saper padroneggiare alcuni tool per il ritocco delle immagini come, per esempio, Photoshop e Gimp (quest’ultimo è open source).
  1. Conoscenza dei social media. Oggi l’informazione viaggia anche sui social media (leggi l’articolo su tutto quello che devi sapere) come Facebook, Instagram, Twitter e Tumblr. Ognuno con le sue specificità – Instagram premia le immagini mentre Facebook è il luogo delle conversazioni – possono essere utili per diffondere notizie, scovare nuovi trend, selezionare fonti, costruirsi una propria rassegna stampa, partecipare a discussioni pubbliche e trovare sempre nuovi contatti.

Leggi anche:

Norvegia: grazie alla solidarietà dei colleghi, le calciatrici avranno lo stesso stipendio degli uomini

Che cosa fare dopo un colloquio di lavoro? I consigli della professionista

Vita da freelance: come gestire contratti e compensi con serenità

Pubblicato il: 6 novembre 2017
Categoria:
COMMENTA

Devi essere registrato per poter lasciare un commento

RICHIEDI UNA MENTORSHIP

Le Mentor sono donne che hanno raggiunto posizioni lavorative appaganti e che mettono a disposizione il loro tempo e la loro esperienza in un percorso di mentorship a carattere personale e totalmente gratuito.

Maria Caramazza
Direttore Generale Fondazione ISTUD
Laura De Chiara
Imprenditrice, Business Angel e Senior Executive Marketing e Strategie
Karen Nahum
Digital director De Agostini Libri
Gabrielle Fellus
Presidente e Trainer del Krav Maga Center KMIT e Consulente di Comunicazione

Scopri