Lavorare in part-time può essere redditizio non solo per voi, ma anche per l’azienda: vediamo come fare.

Tra il 2002 e il 2015, i lavoratori part-time in Italia sono aumentati del 9,8% (dati Eurostat). Non importa il motivo: che sia per avere un work-life balance migliore, per avviare una tua attività o semplicemente perché vuoi lavorare meno, chiedere un part-time è un tuo diritto e – ovviamente – potrebbe essere la soluzione migliore per tutti. Si, anche per il tuo boss. Come chiedere il part time? Prima di tutto fatelo al momento giusto. Un esempio? Mai fare la richiesta in periodi di stress!

Conosci i tuoi diritti

Il contratto di lavoro part-time è una pratica ampiamente utilizzata in Europa, e regolata in Italia con l’articolo 21 comma 12 del CCNL 2006/2009: l’obiettivo è quello di adeguarsi alla media europea, meta purtroppo ancora molto lontana. Ma in Italia il tutto è regolamentato e possibilissimo: se sai che una richiesta del genere non potrebbe arrecare danno alla tua azienda, non esitare.

Quali sono gli step?

La domanda, secondo legge, va presentata in forma scritta e deve specificare la qualifica, il ruolo ricoperto in termini di anzianità, come si intende proseguire nel rapporto di lavoro (orari previsti, retribuzione, ecc). La motivazione, invece, non è più obbligatoria, come deciso dal Jobs Act. Chi esaminerà la domanda sarà l’Amministrazione, che dovrà rispondere entro trenta giorni. Sembra tutto difficile? Non lo è, ma un CAF in zona sarà sempre disposto ad aiutarti!

Una soluzione per tutti

Richiedere un part-time non deve essere motivo di ansia: spesso, è la soluzione migliore per tutti, quando ad esempio l’azienda si ritrova in un periodo di scarsa produttività. Analizzare l’andazzo e fare richieste di conseguenza è segnale di attenzione nei confronti della propria azienda. E il capo apprezzerà.

Parla al boss del part-time flessibile

Potresti proporre l’idea di un part-time flessibile: un modo per essere disponibile dalle venti alle trenta ore settimanali in base al carico di lavoro, e di essere retribuito sulla base delle ore effettive.

Scegli il momento giusto

Sarebbe meglio non avanzare la richiesta in periodi particolarmente intensi o dopo un progetto non andato in porto proprio per disorganizzazione del personale. Inoltre, parlare con il proprio capo esponendo le proprie ragioni in modo sincero è sempre una buona idea: non vi dovete giustificare ma, allo stesso tempo, dovete confidarvi, per arrivare ad un accordo.

Attenzione al part-time post maternità!

Con il Jobs Act è possibile scegliere il part-time come alternativa al congedo parentale: la riduzione di orario non dovrà essere superiore al 50%, e il congedo parentale è esteso a 10 mesi, con la clausola che siano 6 mesi massimo per ciascun genitore. Novità, questa, che si affianca ai relativi tempi di richiesta: non più fino agli 8 anni del bambino, ma fino ai 12.

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Pubblicato il: 29 agosto 2017
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