Ancor prima di decidere se assumere o meno il candidato, i recruiter rispondono delle loro decisioni a una parte di sé ignota e incontrollabile: l’istinto. Ecco come l’inconscio li guida nella scelta.

Il colloquio? Love at first sight…o quasi

La prima impressione? E’ quella che conta, secondo la psicologa sociale Amy Cuddy, che del tema è esperta e lo studia da più di quindici anni alla Harvard Business School. Anche nei colloqui di lavoro.
Al di là delle nostre più consce intenzioni, infatti, pare che misuriamo l’altro durante i primissimi minuti di conoscenza e conversazione, e a un livello di cui non saremo mai completamente consapevoli; i recenti studi condotti dalla Cuddy e dal suo team di esperti stabiliscono che decidiamo la “sorte dell’altro” (in senso figurato) in base a due domande:

– Posso fidarmi di questa persona?

– Posso darle rispetto?

Questi quesiti, che insieme rappresentano la fase attiva e passiva della conoscenza, si rivelano l’elemento chiave per fare colpo nel mondo del lavoro, a partire dal colloquio.

Calore e competenza

In particolare, sembra che siano due gli elementi importanti nello studio dell’altro a prima vista: il calore umano e la competenza.
Il primo, infatti, ispira fiducia, fondamentale per creare un contatto, mentre il secondo (che seppur non dimostrabile da subito, è percepibile mediante la comunicazione non verbale o l’abbigliamento) stimola l’interazione.
“E’ stato poi notato” – commenta la Cuddy – “che a un livello più profondo della conoscenza istintiva, è il calore a farla da padrone”. Questo perché tramite la rassicurazione sull’altro andiamo a soddisfare il bisogno di sopravvivenza, uno dei nostri “strascichi” ancestrali.
Meno scontato, invece, il ruolo della competenza: viene riconosciuta solo dopo aver deciso che si può dare fiducia all’altro, ed è quindi attivabile dopo diversi minuti di conversazione. Entrambe quindi risultano essere fondamentali durante un confronto o un esame, seppur con tempistiche diverse.

Trucchi da maestro

Sfruttare queste nuove scoperte per far colpo al colloquio? Si può, secondo Amy: “Un atteggiamento affabile e sicuro di sé stimola da subito l’ammirazione da parte dell’altro.” Ci si può aiutare anche con messaggi visivi forti, come un abbigliamento dai colori rassicuranti (sai che il blu è il colore tranquillizzante per eccellenza?) e un aspetto pulito e ordinato in generale. “Una volta fatti passare i primi minuti durante i quali ci si conosce e riconosce, – continua Amy – sfoderare la propria competenza in modo delicato è l’arma migliore: permette all’altro di riconoscerci come risorsa e non come minaccia.”
Al colloquio, quindi, la parola d’ordine è “rassicurazione”: è importante rassicurare l’altro sulle proprie intenzioni positive e le proprie competenze, non ad un livello superficiale ma a livello inconscio, per fare colpo in un’area del Sé non controllabile dall’interlocutore. Ed essere davvero indimenticabili.

Pubblicato il: 13 dicembre 2016
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