Capo insopportabile? Urla? Scopri come gestirlo e cosa proprio non tollerare.

Il capo è insopportabile? Può esserlo per tantissimi motivi: i più diffusi sono l’arrabbiatura facile, il non essere chiaro su come e quando svolgere le mansioni, il chiedere troppi straordinari o, nei casi più gravi, il minacciare o l’offendere.
Ma salvarsi la vita – e i nervi – in queste situazioni è pura sopravvivenza. E la questione è importante, nonché diffusa: lo dimostra la quantità di manuali di auto-aiuto presenti online e in libreria, come “Lavorare con le persone difficili”, edizione Vallardi, del coach Francis Key.
Lo stress da lavoro è quasi una prassi in Italia: secondo le statistiche, il burnout colpisce 1 persona su 4, e la maggior parte sono donne.
Ma vediamo come disinnescare un capo odioso.

Stabilisci dei confini

Decidi cosa, delle sue sfuriate, è bene che resti nella normale amministrazione e cosa invece non tollerare: va bene alzare la voce (anche se può essere stressante assistere a scenate ogni giorno), ma non va bene essere attaccata sul personale.

Respira e mantieni la calma

E’ importante saper disinnescare i comportamenti negativi del capo insopportabile: urlare a tua volta sarebbe come gettare benzina sul fuoco. Puoi, ad esempio, allontanarti un attimo, uscire o andare in bagno, sfogare rabbia e frustrazione, e poi tornare un po’ più serena. Anche lui (o lei), nel frattempo, si sarà calmato, e probabilmente sarà più facile comunicare.

Non colpevolizzarlo

Cercare di comunicare al meglio è la cosa migliore: invece di asserire “non ho fatto questo perché tu non  me lo hai detto”, potrebbe essere utile scusarsi e chiedere di essere più chiaro sulle cose da fare, così il lavoro potrebbe essere gestito meglio. In fondo, ne va del suo interesse. E la metacomunicazione vince.

Non sopporti le urla?

E’ un tuo diritto lavorare in un ambiente sereno. Ciò non significa che tutti debbano andare d’amore e d’accordo, ma se il capo urla per qualsiasi cosa, è bene discutere con lui questo punto. Potresti dirgli che non lavori bene con una pressione del genere. E se lo fa ancora, diglielo di nuovo.

Mai perdere la propria professionalità…

…ma è importante darsi dei limiti. Se ci si rende conto che questa situazione mette in pericolo anche salute, rapporti personali e causa stati d’ansia, è bene ricordare sempre che la prima persona da accontentare sei tu. Parlane con un avvocato per assicurarti che non vi siano gli estremi del mobbing e, se la situazione degenera, cerca altro nel frattempo. E durante i colloqui, specifica che è l’atmosfera lavorativa la cosa più importante per te: seppur un po’ di pressione è normale, è fondamentale stabilire dei limiti per lavorare bene.

Pubblicato il: 19 gennaio 2017
Categoria: Tag:
Vitiana Paola Montana 24 gennaio 2017 alle 14:41

Un ottimo articolo che sintetizza alcune delle strategie di un noto libro “Il Metodo Anti-Stronzi” gustosa lettura che ho recensito tempo fa sul mio sito. Sopravvivere in azienda si può…se si sa come farlo. 🙂

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