Se ti è mai capitato di sentire da qualche parte la parola ‘assistente virtuale’, scommetto che hai subito pensato a Siri o a Cortana. Indovinato? In effetti anche loro vengono chiamate così, ma parleremo qui della figura professionale e non di un programma virtuale. Più o meno dal 2009 infatti questa professione, nata negli Stati Uniti da Anastacia Brice, imprenditrice e business coach americana, ha cominciato a svilupparsi anche in Italia e negli ultimi anni si sta diffondendo a macchia d’olio.

Ma cosa fa e chi è l’assistente virtuale?


 

Ottimizzazione dal punto di vista economico
Una VA, ovvero una Virtual Assistant, è un professionista autonomo in tutto e per tutto quindi, come per le altre categorie di professionisti, collaborare con questo tipo di figura permette di evitare tutti i costi legati all’assunzione di una risorsa interna. Proprio per la natura stessa del tipo di lavoro e del contratto tra cliente e VA che il costo della collaborazione non potrà mai essere paragonabile a quello che un’azienda dovrebbe pagare assumendo internamente una persona. Non da ultimo, il VAA viene pagato solo per il lavoro effettivamente svolto: una volta decise le attività oggetto della collaborazione e il relativo compenso, al termine del periodo di lavoro il risultato sarà esattamente ciò che si è chiesto.

Ottimizzazione dal punto di vista del tempo
Chi decide di contrattare una VA, può recuperare il tempo impiegato in attività secondarie ma comunque necessarie e investirlo in ciò che solo lui o lei possono gestire, che generalmente sta alla base delle sue entrate. E questo è vero non solo per le realtà aziendali medio grandi, ma anche per le micro- piccole imprese e per i liberi professionisti: ovviamente le proporzioni cambiano, ma il concetto di base resta.
Anzi, è proprio in queste realtà che spesso è un’unica persona a dover svolgere tutto per la propria attività (dalla produzione alla vendita, dal marketing al supporto clienti) quindi decidere di investire in una collaborazione di questo tipo può davvero fare la differenza.

Ottimizzazione dal punto di vista della qualità
l’ottimizzazione in questo caso si raggiunge delegando ad un’unica persona diverse attività, di conseguenza non sarà necessario contattare più persone ognuna delle quali si occuperà di una specifica attività ma semplicemente di trovare la VA più adatta in base alle proprie esigenze.
Un altro aspetto da non tralasciare in merito alla qualità risiede proprio nella scelta da
parte della VA di svolgere questa professione: non è una regola generale che vale sempre e comunque ma, si sa, il rendimento del lavoro dipendente è per vari motivi incostante e ancora basato sul numero di ore lavorate piuttosto che sui risultati raggiunti.
Collaborando con una VA invece è possibile contare su una persona che non ha la mentalità tipica del classico lavoro d’ufficio ma piuttosto, essendo lei stessa un’imprenditrice, il focus è di tutt’altro tipo.

Come si diventa assistenti virtuali
Lo sviluppo della tecnologia e del web in generale ha permesso a questa professione di evolversi sempre più nel tempo. Oggi l’assistente virtuale può proporsi non solo come semplice seppur utile supporto da remoto, ma anche come professionista del web. Il punto di partenza per chi desidera formarsi come VA e ha poche conoscenze del mondo web e delle professioni digitali in generale è il corso per assistenti virtuali, il primo in italiano. Il corso di italiano per assistenti virtuali certificate porta la firma di Mary Tomasso, la prima donna a svolgere e far conoscere questa professione in Italia.
Per chi volesse e/o avesse bisogno di approfondire determinati temi, accanto ai contenuti gratuiti online si trovano anche moltissime occasioni di apprendimento a pagamento. Corsi, guide, incontri virtuali, giornate di formazione in aula, master e tante altre occasioni di acquisire nuove informazioni o semplicemente tenersi aggiornati riguardo gli ultimi trend e strumenti di lavoro. Come per i contenuti gratuiti, anche e soprattutto qui la regola generale è fare attenzione alle fonti da cui si acquista. E scegliere le modalità giuste per evitare di farsi prendere la mano.

articolo scritto da: Monica Spinazzola

 

> Leggi anche:

> SEO: 5 consigli per migliorare il tuo ranking (e avere più visibilità sul web)

> Serve aiuto? Scopri i mille volti dell’assistente virtuale

> Vuoi diventare una web pro? Ecco 5 tool che devi conoscere (e usare) assolutamente

 

Pubblicato il: 15 giugno 2017
Categoria: Tag:
COMMENTA

Devi essere registrato per poter lasciare un commento

RICHIEDI UNA MENTORSHIP

Le Mentor sono donne che hanno raggiunto posizioni lavorative appaganti e che mettono a disposizione il loro tempo e la loro esperienza in un percorso di mentorship a carattere personale e totalmente gratuito.

Micaela Ferruta
Senior Sell Side Analyst
Lorena Capoccia
CEO
Laura De Chiara
Imprenditrice, Business Angel e Senior Executive Marketing e Strategie
Maria Caramazza
Direttore Generale Fondazione ISTUD

Scopri