Le informazioni contenute in un CV possono e devono essere messe in risalto. A volte, una descrizione diversa dal solito aiuta a farsi notare. Ecco 4 tipologie di curriculum vitae, dalla più classica alla più fantasiosa.

A volte scrivere il curriculum può diventare una vera e propria fonte di ansia. Ma niente panico! Esistono un paio di trucchetti che aiutano a farsi notare senza esagerare. Un esempio? La prima regola è informarsi sulla tipologia più apprezzata dall’azienda per la quale ci si vuole candidare: mai fare l’errore di mandare curriculum in serie, tutti uguali. Se poi si ha libertà di scelta, si può optare per un’organizzazione della storia professionale un po’ diversa. Ecco qualche esempio.

Formato Europeo

E’ il più diffuso per la facilità di compilazione e lettura: diviso in settori, il formato europeo è fortemente standardizzato e permette di mettere in risalto esperienza, competenze linguistiche e certificazioni varie. Lo si può adottare come base (il modello lo trovi sul sito Europass), soprattutto se non è ben chiaro quale sia la tipologia più apprezzata dall’azienda: è un ottimo modo per “andare sul sicuro”.

Curriculum funzionale

Lo sai che, secondo una ricerca promossa dalla catena alberghiera inglese Qhotels, specializzata in organizzazione di convegni, l’attenzione inizia a calare già dopo tre minuti? In alcuni casi, quindi, potrebbe essere utile organizzare il curriculum per funzioni, ovvero per argomenti, come gli obiettivi raggiunti. Il curriculum funzionale è il modo migliore per mettere in primo piano le proprie capacità senza annoiare l’interlocutore.

Curriculum misto

A metà strada tra il funzionale e un curriculum disposto in ordine cronologico, il curriculum misto permette di unire i vantaggi di entrambi: da un lato, descrive i risultati raggiunti, mentre dall’altro propone una sequenza ordinata del percorso professionale. E’ il modo migliore per dimostrare le proprie competenze tramite fatti e prepararsi meglio a eventuali domande durante il colloquio.

Altre tipologie

Sempre più aziende permettono una maggiore creatività nel descrivere la propria carriera. Un esempio? Spesso si fa riferimento a Linkedin, valutando non solo i vari eventi, ma anche la cura e la frequenza di aggiornamento del proprio profilo. Un’altra tipologia molto in voga di recente è il video-curriculum, che consiste nel presentarsi in un breve filmato. E’ tuttavia una tipologia molto insidiosa: da non fare se si è avversi alla telecamera!

Pubblicato il: 19 aprile 2016
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