Naomi Wadler a soli 11 anni si batte per i diritti e la sicurezza, suoi e quelli dei cittadini americani. Nonostante la sua giovane età è stata scelta per tenere un discorso a Washington in occasione della marcia “March for our Lives” tenutasi il 24 marzo per protestare contro la violenza armata e ricordare coloro che hanno perso la propria vita durante l’attentato a Parkland, Florida.

“Rappresento le donne afro-americane che sono vittime di violenza armate, che sono banale statistica invece di vibranti, bellissime ragazze piene di potenziale.”

Le scuole americane hanno osservato 17 minuti di silenzio per le 17 vittime dell’attentato. Naomi Wadler ed i suoi compagni hanno aggiunto un ulteriore minuto per Courtlin Arrington, una studentessa afro-americana uccisa in Alabama durante un attentato appena un mese dopo quello avvenuto al Marjory Stoneman Douglas High School in Florida, ma della cui morte non si è sentito altrettanto parlare. Dopo i 18 minuti di silenzio Naomi ed i suoi compagni si sono stesi a terra.

Nel suo discorso a Washington, Naomi Wadler evidenzia la discrepanza razziale che emerge dalle notizie che circolano riguardo le morti di persone di colore, in special modo quelle femminili, di violenza armata. Secondo alcuni studi condotti nel 2014, le donne di colore sono esposte al doppio del rischio di cadere vittime di omicidio rispetto alle donne bianche. “Sono qui per diffondere le loro storie, per dire che loro valgono, per dire i loro nomi, perché posso e mi è stato chiesto di farlo” ha continuato Naomi.
Durante il discorso si è difesa dalle persone che la criticano per la sua giovane età. “Io ed i miei compagni avremo 11 anni e saremo ancora alle scuole elementari, ma sappiamo. Sappiamo che la vita non è uguale per tutti e sappiamo cosa sia giusto e sbagliato. Sappiamo anche che siamo sotto l’ombra del Campidoglio e sappiamo che abbiamo sette anni prima di ottenere il diritto di voto.”

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Pubblicato il: 27 marzo 2018
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