Da settimane proviamo, ogni venerdì, a raccontarvi buone notizie dal mondo del lavoro femminile. Ne abbiamo viste di diverse: dalle cifre (incoraggianti) sulla crescita dell’occupazione femminile in Italia e all’estero, ad Angela Merkel eletta personaggio dell’anno dalla rivista Time, passando per gli appelli contro il sessismo da parte di star del calibro di Meryl Streep, Jane Fonda e Jennifer Lawrence. Ma quali sono le migliori? Ecco le 5 “simbolo” di questo 2015, che vale la pena ricordare anche il prossimo anno.

Maggio
New York. Lo studio che celebra le donne lavoratrici: Sei una mamma lavoratrice? Tua figlia avrà più probabilità di successo. Un’indagine dell’Harvard Business School pubblicata a maggio sul New York Times ha rivelato che le figlie di madri che lavorano hanno più probabilità di avere una carriera brillante e di guadagnare il 23% in più delle altre. “Smettiamola di pensare che i nostri bambini si sentano meglio quando siamo a casa” ha affermato Kathleen McGinn, autrice dello studio che ha coinvolto più di 50 mila genitori in 25 Paesi, “la ricerca sta smentendo tutti quei sensi di colpa che una mamma ha quando lavora”.

Giugno
Corea. Il successo dell’hashtag virale #distractlingsexy contro il Nobel sessista Tim Hunt. “Lasciatemi dire le mie difficoltà con le donne. Tre cose succedono quando sono in laboratorio. Ti innamori di loro, si innamorano di te, e quando le critichi piangono”. Con queste parole, lo scorso giugno, il premio Nobel per la Medicina Tim Hunt ha commentato la presenza femminile nei laboratori di ricerca al Congresso mondiale dei giornalisti scientifici in Corea del Sud. Dichiarazioni di fuoco, che hanno portato non solo il ricercatore alle dimissioni, ma che hanno scatenato una risposta virale da parte delle dirette interessate, che, attraverso l’hashtag #distractinglysexy, hanno scelto di fare sentire la propria voce. Migliaia i tweet e i contributi pubblicati in pochi giorni in tutto il mondo, che hanno concentrato l’attenzione dei media di tutto il mondo sul rapporto tra donne, lavoro e scienza.

Luglio
Londra. La rivoluzione della BBC: per la prima volta una donna a capo dei servizi politici (chiamata a salvare il canale).
Anche il settore del giornalismo non brilla per parità di genere, eppure quello accaduto nella redazione della BBC a luglio fa è una vera e propria novità. Laura Kunssberg, 38 anni, è stata la prima giornalista donna a prendere il timone dei servizi politici nel canale televisivo inglese. Un ruolo non proprio semplice, soprattutto dopo che recentemente il primo ministro David Cameron ha messo in discussione la linea politica di alcuni programmi trasmessi dalla BBC, minacciando di tagliare il budget del servizio pubblico. Voluta fortemente dal direttore generale Tony Hall (che ha dichiarato “Ha un valore aggiunto per quel ruolo”), Laura si è trovata di fronte a una grandissima sfida. Non solo per lei ma per tutto il canale.

Ottobre
Stoccolma. La dottoressa Youyou Tu è la dodicesima donna a vincere il premio Nobel per la Medicina. Youyou Tu ha ricevuto pochi giorni fa il premio Nobel per aver scoperto, nel 1972, una nuova terapia contro la malaria, l’artemisinina, a oggi l’antimalarico più diffuso al mondo. Di nazionalità cinese, Youyou Tu è la dodicesima donna a ricevere il Nobel per la Medicina, ma il primo scienziato “ibrido” a essere premiato, grazie alla sua esperienza accumulata anche nel campo della medicina tradizionale e dell’erbologia. 

Novembre
San Francisco. La scelta di Mark Zuckerberg per il congedo di paternità (sostenuta dall’opinione pubblica di tutto il mondo). “Studi hanno mostrato che, quando i genitori che lavorano si prendono del tempo per stare con i figli, è meglio per la famiglia”: con queste parole il fondatore di Facebook ha annunciato a novembre la sua pausa dal lavoro dopo la nascita della sua piccola Max. E i giornali di tutto il mondo – dal New York Times al Belfast Telegraph – si sono subito schierati in favore della decisione: “I sostenitori del congedo parentale sperano in altri esempi importanti come quello di Mark Zuckerberg” scrive Clair Cain Miller del New York Times, riportando dati ed esempi di come il periodo di paternità aiuti anche le mamme nel rientro al lavoro: pare infatti che in California, quella del congedo parentale sia una realtà già funzionante. È stato dimostrato che il periodo di paternità sia una buona scelta per tutti: per il 50% di papà rimasti a casa, il 28% delle mamme è rientrato a lavoro senza problemi. “È un modo per riequilibrare i ruoli, sia in famiglia che a lavoro, ed è una svolta che potrebbe aiutare tutti”, scrive il Belfast Telegraph.

Pubblicato il: 30 dicembre 2015
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