Mettiamo da parte il pessimismo e proviamo, una volta a settimana, a raccontarvi tre buone notizie dal mondo del lavoro femminile. Scoprirete che non esistono solo gender gap incolmabili e percentuali negative. Scommettiamo?

Parigi. All’ultima edizione dei Cesar trionfano i film fatti dalle donne (e che parlano di donne). Sono stati consegnati pochi giorni fa a Parigi i Premi César, i riconoscimenti più importanti del cinema francese, dove quest’anno hanno trionfato titoli e protagonisti che hanno messo in luce le donne e i loro diritti. Iniziamo dalle candidature per il premio alla regia: equamente ripartito tra uomini e donne, che ha visto trionfare la turca Deniz Gamze Erguven con Mustang, il film su cinque sorelle obbligate ad accettare matrimoni combinati, premiato anche per la miglior sceneggiatura (di Alice Winocour), montaggio (di Mathilde Van De Moorle), musiche originali (queste però di un uomo, Warren Ellis) e miglior attrice esordiente (andato alla protagonista Zita Hamrot). Altra vittoria in rosa è quella di Fatima, di Philippe Faucon storia di una madre single di origine marocchina, che si scontra con pregiudizi e diritti negati. Sconfitti (si fa per dire) gli uomini, che da Paolo Sorrentino a Alejandro Inarritu sono restati a bocca asciutta. 

Theran. Alle elezioni iriane, record di donne nel nuovo Parlamento. Si sono svolte pochi giorni fa in Iran le elezioni per formare il nuovo Parlamento, durante le quali sono state elette ben 15 donne (e altre 5 sono in lizza per il secondo turno). Un numero record, che dimostra come la situazione della donna in Iran inizi oggi a migliorare. Il fatto che facciano parte della “Lista della Speranza” la dice lunga sulle loro idee per il futuro. Parvaneh Salahshouri, una di loro, si è espressa sulla condizione delle donne iraniane, per le quali si dovranno negoziare delle regole islamiche, dichiarando anche il loro programma: “Noi riformisti vogliamo il cambiamento, rimuovere la corruzione di questi ultimi dieci anni, dare il potere alle donne e ai giovani, promuovere l’economia”. Per le donne iraniane che sognano la politica ci sarà più speranza?

Londra. Una ricerca afferma: le donne a 70 anni amano ancora il loro lavoro. Ma quale pensione, ma quale riposo, alle donne di 70 anni piace lavorare! Lo dimostra uno studio della società di investimento Nationwide, effettuato nel Regno Unito, che ha dimostrato come più di quattro donne su dieci lavorino a quell’età, a differenza degli uomini che sono circa un terzo. Provano ad andare in pensione, ma vogliono tornare al lavoro. Come dar loro torto? Possono socializzare e mantenere attive intelligenza e creatività. Tra le tante donne intervistate, la sessantatreenne Jo Bankes è riuscita a esprimere l’essenza di questa “voglia di fare”: “Ho lavorato tutta la mia vita e amo usare il mio cervello. Non mi sento così vecchia come sono, voglio continuare a lavorare finché riesco ad alzarmi la mattina e andare a lavoro. Quando le persone vanno in pensione possono entrare nella routine e perdere sicurezza”. Possibile sia questo il segreto dell’eterna giovinezza?

Pubblicato il: 4 marzo 2016
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