Mettiamo da parte il pessimismo e proviamo, una volta a settimana, a raccontarvi tre buone notizie dal mondo del lavoro femminile. Scoprirete che non esistono solo gender gap incolmabili e percentuali negative. Scommettiamo?

New York. Il settimanale “Time” elegge Angela Merkel “Person of the Year”. Angela Merkel è stata nominata “persona dell’anno” dal settimanale Time: la rivista, che è solita dedicare il primo numero di dicembre al personaggio più influente dell’anno, comunica di averla scelta “per la sua leadership nell’aver promosso e mantenuto un’Europa aperta e senza confini di fronte alla crisi economica e a quella dei profughi”. La cancelliera tedesca è la quarta donna a ricevere il riconoscimento del settimanale (l’ultima donna è stata nominata nel 1986), sbaragliando la concorrenza e superando personaggi come Abu Bakr Al-Baghdadi e il fondatore di Uber Travis Kalanick.

Londra. I Cda al femminile sono i più redditivi per le aziende. Uno studio condotto da Msci e poi pubblicato dal Financial Times ha evidenziato che le aziende guidate da donne hanno una redditività superiore del 36% rispetto alle altre (lo studio è stato condotto su un totale di 1643 aziende a partire dal 2010). Un risultato scontato secondo Helena Morrissey, attivista per le pari opportunità e amministratore delegato di Newton Investment Management, che ha commentato il dato: “Mi sembra abbastanza evidente che le aziende con più donne ai vertici siano anche propense a essere lungimiranti circa le esigenze dei loro clienti e circa le minacce e le opportunità dei concorrenti”. Pare, infatti, che tutte le ricerche di settore mostrino una correlazione positiva tra donne nei consigli di amministrazione e ritorni finanziari.

Iran. 7 su 10 studenti di scienze e ingegneria è rappresentato da donne. Le donne iraniane nei corsi di laurea di scienza e ingegneria sono ben il 70%: sono questi i dati diffusi pochi giorni fa dalla rivista statunitense Forbes. In un settore non particolarmente rosa, e in un paese aggravato da diversi luoghi comuni, le donne iraniane primeggiano in comparti storicamente maschili, come elettronica e energia, con numeri record di iscrizioni alle facoltà scientifiche. Alta anche la percentuale di startup al femminile. Un esempio? La Kahkeshan Institude of Technology, nata da un’idea di Behnaz Aria, che in un decennio ha raddoppiato personale (costituito per il 40% da donne) e guadagni. E di recente è stata istituita la prima Startup Weekend for Women a Tehran, una delle tante iniziative nate per incoraggiare l’imprenditoria femminile.

Pubblicato il: 11 dicembre 2015
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