Mettiamo da parte il pessimismo e proviamo, una volta a settimana, a raccontarvi tre buone notizie dal mondo del lavoro femminile. Scoprirete che non esistono solo gender gap incolmabili e percentuali negative. Scommettiamo?

Victoria. Alexia Amesbury è la prima donna candidata per la presidenza delle Seychelles. Alexia Amesburg, avvocato penalista di Victoria, dal 3 dicembre correrà per la presidenza dell’isola assieme a altri concorrenti, tutti uomini. È la prima volta che una donna si candida per un ruolo di rilievo nella storia delle Seychelles. Una storia, la sua, piena di sofferenza e di riscatto: vittima di abusi fin da piccola, nel 2002 ha realizzato il suo sogno di difendere i diritti umani, e durante la sua campagna elettorale ha promesso ai suoi elettori che “la violenza non vincerà più”. Un’affermazione importante, in uno stato, quello delle Seychelles, in cui le madri sono spesso sole nel gestire la famiglia e la paternità ha un ruolo marginale.

San Francisco. La scelta di Mark Zuckerberg sostenuta dall’opinione pubblica di tutto il mondo: “Una decisione che aiuta tutti”. “Studi hanno mostrato che, quando i genitori che lavorano si prendono del tempo per stare con i figli, è meglio per la famiglia”: con queste parole il fondatore di Facebook ha annunciato la sua pausa dal lavoro dopo la nascita della sua piccola Max. E i giornali di tutto il mondo – dal New York Times al Belfast Telegraph – si sono subito schierati in favore della decisione: “I sostenitori del congedo parentale sperano in altri esempi importanti come quello di Mark Zuckerberg” scrive Clair Cain Miller del New York Times, riportando dati ed esempi di come il periodo di paternità aiuti anche le mamme nel rientro al lavoro: pare infatti che in California, quella del congedo parentale sia una realtà già funzionante. È stato dimostrato che il periodo di paternità sia una buona scelta per tutti: per il 50% di papà rimasti a casa, il 28% delle mamme è rientrato a lavoro senza problemi. “È un modo per riequilibrare i ruoli, sia in famiglia che a lavoro, ed è una svolta che potrebbe aiutare tutti”, scrive il Belfast Telegraph.

Arabia Saudita. Per la prima volta le donne possono candidarsi per ricoprire una carica pubblica. Ancora una notizia positiva per il mondo della politica femminile: dal 12 dicembre le donne dell’Arabia Saudita potranno candidarsi e votare per la scelta dei consigli comunali. Infatti, grazie a una legge sul voto approvata nel 2011 da Abdullah, re dell’Arabia Saudita, saranno circa 900 le donne in corsa alle elezioni comunali. Un risultato importante, ma da migliorare, dal momento che le donne registrate per il voto sono ancora solo un decimo della popolazione femminile.

Pubblicato il: 4 dicembre 2015
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