Mettiamo da parte il pessimismo e proviamo, una volta a settimana, a raccontarvi tre buone notizie dal mondo del lavoro femminile. Scoprirete che non esistono solo gender gap incolmabili e percentuali negative. Scommettiamo?

Firenze. Salgono a 172 mila le donne leader nel settore della ristorazione. Boom di donne alla guida dei ristoranti italiani: uno su due è gestito da una donna, cioè il 54% del totale. Sono questi i dati emersi dalla prima edizione di “Food and Wine Progress”, il congresso della Federazione italiana cuochi (Fic). “Firenze è la culla del cuoco del futuro” commenta Rocco Pozzulo, presidente della Fic “e in questo, la figura della donna rappresenta un volano per giovani imprenditori sempre più specializzati”. Un settore, questo, sempre più a misura di donne: come dimostra la nascita recente di Lady Chef, compartimento della Federazione italiana cuochi che ha l’obiettivo di eliminare il gender gap nella ristorazione.

New York. Da HeForShe nasce Impact 10x10x10: la nuova campagna a favore della parità di genere. Ricordate tutte la campagna promossa lo scorso anno da UN Women a favore delle donne? Negli ultimi giorni ha lanciato Impact 10x10x10, il nuovo progetto nato per sensibilizzare gli uomini sulla discriminazione di genere e la violenza sulle donne coinvolgendo 10 CEO, 10 capi di stato e 10 rettori universitari, punti di riferimento nelle comunità scientifiche, imprenditoriali e sociali. Tra le aziende che hanno aderito a Impact 10x10x10 c’è anche il Gruppo Vodafone, che si impegna a raggiungere 100 mila firme a sostegno del progetto (vai qui per firmare la petizione), intende raggiungere l’ambizioso traguardo di 7500 presenze femminili nei ruoli manageriali entro il 2020, la creazione di una tecnologia di educazione per donne nei campi profughi dove Vodafone opera e aumentare l’accesso delle donne alla rete come strumento di lavoro. Tra le personalità coinvolte Vittorio Colao, CEO del Gruppo Vodafone, il Primo Ministro giapponese Shinzo Ave, gli AD di Barclays e i rettori delle università di Georgetown, Oxford e San Paolo.

Londra. La provocazione del The Guardian: “Retribuite l’emotività femminile”. Arriva dalle pagine del The Guardian l’ultima provocazione in favore delle donne, e porta la firma della giornalista Rose Hackman. In un editoriale infatti, la Hackman ha lanciato la proposta di retribuire l’emotività femminile, quella la capacità delle donne di essere resilienti, saper ascoltare, ricordare date importanti ed essere altruiste. Semplice femminismo? In realtà no, come spiega lei stessa nel suo articolo, già la giornalista Jess Zimmerman lo scorso luglio ha parlato di “lavoro emozionale”, sottolineando come l’atmosfera ricreata dal lavoro femminile sia più leggera e collaborativa, in ufficio così come in politica, anche grazie alle attenzioni che solo le donne sanno rivolgere. Per ora resta solo una proposta, ma numerosi studi, in fase di pubblicazione, stanno approfondendo l’argomento, per dare fondamento scientifico all’idea.

Pubblicato il: 13 novembre 2015
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