Mettiamo da parte il pessimismo e proviamo, una volta a settimana, a raccontarvi tre buone notizie dal mondo del lavoro femminile. Scoprirete che non esistono solo gender gap incolmabili e percentuali negative. Scommettiamo?

– Cannes. Jane Fonda: “Più donne al comando. A partire da quello delle loro vite”. In un Festival di Cannes femminile come mai prima di questa 69esima edizione, Jane Fonda approfitta del Premio Women in Motion, nato per mettere in luce il contributo delle donne nel mondo del cinema, per lanciare un messaggio: “È sconvolgente che le donne guadagnino ancora meno degli uomini. Dobbiamo tutti attivarci per cercare di raggiungere la parità salariale”. E poi, in un’intervista a D: “Voglio che le donne siano più rappresentate. Quando dico rappresentate parlo soprattutto dei posti dirigenti. Voglio più donne al comando. A partire da quello delle loro vite”. Belle parole, Fonda!

– New York. Mamma lavoratrice? Tua figlia avrà più probabilità di successo. Un’indagine dell’Harvard Business School pubblicata pochi giorni fa sul New York Times ha rivelato che le figlie di madri lavoratrici hanno più probabilità di avere una carriera brillante e di guadagnare il 23% in più delle altre. “Smettiamola di pensare che i nostri bambini si sentano meglio quando siamo a casa” ha affermato Kathleen McGinn, autrice dello studio che ha coinvolto più di 50 mila genitori in 25 Paesi, “la ricerca sta smentendo tutti quei sensi di colpa che una mamma ha quando lavora”. Insomma: se sei preoccupata perché il lavoro toglie tempo a tua figlia, stai tranquilla, potrebbe avere più successo da grande!

– California. Spopola l’hashtag #girlwithtoys, perché la scienza è anche un gioco da donne. Tutto ha inizio da un’intervista in cui Shrinivas Kulkarni, professore della California Institute of Technology, ha dichiarato, riferendosi agli scienziati: “Li chiamo ragazzi con i giocattoli. A noi maschi piace giocare con i microscopi, anche se non è di moda ammetterlo”. Una frase che non fa altro che confermare il mito di un settore maschilista, ma che ha suscitato la risposta di molte donne ricercatrici. Proprio loro, in pochi giorni, hanno postato selfie con i loro strumenti da lavoro accompagnate dall’hashtag #girlwithtoys per dimostrare che la scienza non è solo un gioco da ragazzi. Il risultato? In pochi giorni hanno raccolto centinaia di contributi da tutto il Paese.

Pubblicato il: 22 maggio 2015
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