Mettiamo da parte il pessimismo e proviamo, una volta a settimana, a raccontarvi tre buone notizie dal mondo del lavoro femminile. Scoprirete che non esistono solo gender gap incolmabili e percentuali negative. Scommettiamo?

Milano. LinkedIn: settembre mese perfetto per trovare nuove opportunità. Pochi giorni fa LinkedIn, il social network più famoso legato al mondo del lavoro con oltre 380 milioni di utenti (di cui 8 solo in Italia), ha pubblicato alcuni dati interessanti: rispetto alla media giornaliera dell’ultima settimana di agosto, il 1° settembre 2014 si è registrato un aumento del 61% del numero di utenti che in Italia hanno effettuato l’accesso per aggiornare il proprio profilo. Le previsioni sono analoghe anche quest’anno perché, come spiega Marcello Albergoni, Head of Italy at LinkedIn, “molte persone considerano le vacanze estive il momento perfetto per riflettere e prendere decisioni (…) a settembre ci aspettiamo che migliaia di professionisti riprendano ad occuparsi della propria posizione personale”. Se vuoi trovare lavoro online allora, sei nel mese giusto! 

Monaco. Merkel ribadisce l’importanza di politiche femminili per stimolare la crescita economica. Si è tenuto in questi giorni in Baviera un Forum organizzato da Angela Merkel con donne da tutto il mondo per discutere della condizione femminile e rilanciare il tema dell’occupazione. L’evento, tenuto in occasione della presidenza tedesca del G7, ha visto 50 partecipanti esaminare insieme alla Cancelliera soluzioni su come rafforzare il ruolo delle donne in vari ambiti, passando da quello economico e politico, fino ad arrivare alla tecnologia. “Una maggiore partecipazione delle donne” ha affermato la Merkel “nel mercato del lavoro è uno degli strumenti più efficaci per ridurre la povertà”. Parlare di donne con altre donne: un buon esempio di collaborazione femminile. 

Parigi. Donne e scienza? Una realtà basata solo su pregiudizio. E intanto parte la campagna #changethenumbers. È stato pubblicato pochi giorni fa il nuovo rapporto su “Donne e Scienze” realizzato in 5 Paesi europei, compresa l’Italia, da Opinion Way per conto della Fondazione L’Orèal. I risultati: nonostante abbiano scoperto il virus HIV, trovato il gene responsabile del tumore al seno e compreso la composizione a idrogeno ed elio delle stelle, solo meno di un terzo dei posti di lavoro in ambito STEM appartiene alle donne (29%). I motivi? Non riguardano le capacità, ma semplici pregiudizi culturali che possono essere combattuti anche grazie alla consapevolezza e a una maggiore fiducia. L’84% degli intervistati infatti vorrebbe più misure in favore della parità, magari anche ricorrendo ad apposite quote. Intanto è partita una campagna per fare il primo passo: #changethenumbers.

Pubblicato il: 18 settembre 2015
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