Mettiamo da parte il pessimismo e proviamo, una volta a settimana, a raccontarvi tre buone notizie dal mondo del lavoro femminile. Scoprirete che non esistono solo gender gap incolmabili e percentuali negative. Scommettiamo?

 

Reykjavík. Lo sciopero delle donne (che chiedono lo stesso stipendio degli uomini). Alle 14 e 38 del 24 ottobre le donne islandesi hanno deciso di scioperare. Il motivo? Il salario, troppo inferiore rispetto a quello dei colleghi uomini (secondo un sondaggio Eurostat in Islanda le donne guadagnano il 17% in meno dei colleghi maschi). “Abbiamo deciso di lasciare il posto di lavoro a questa precisa ora perché dalle 14 e 38 in poi è come se lavorassimo gratis” hanno detto le scioperanti. La disparità salariale non è l’unico neo per le donne islandesi che, negli ultimi 40 anni hanno protestato più volte ottenendo risultati significativi (un esempio: la prima presidente islandese eletta in maniera democratica nel 1980). Probabilmente bisognerà aspettare ancora un po’ per colmare pienamente il “gap” salariale, ma la voce decisa delle islandesi potrebbe avere un impatto positivo sul generale contesto europeo (le polacche, grazie a una marcia di protesta, sono riuscita ad ottenere dal Parlamento il blocco di un disegno di legge che vietava l’interruzione di gravidanza). Quando si dice“ il coraggio è donna!”

Milano. La città delle donne? È Milano, qui lavorano 2 donne su 3. Il 47,6% dei lavoratori è donna, un tasso di occupazione femminile (7 su 10) superiore alla media italiana e a quella dei Paesi europei più sviluppati, una percentuale di disoccupate del 5,5% (contro il 7,4 dei 15 Stati membri di “fascia più alta”). Sono i numeri, più che positivi, che descrivono il mondo del lavoro a Milano, che si appresta a diventare così una città a prova di donna. Che lavora, vive, sceglie di realizzarsi professionalmente. Lo dice un rapporto approfondito e ricchissimo chiamato “A Milano il lavoro è donna”, che fa parte del progetto del ministero in ambito europeo. Uno studio che, afferma l’assessora con delega alle Politiche per il lavoro Cristina Tajani, serve a “proseguire la strada che abbiamo intrapreso puntando sulla formazione e sulle politiche di lavoro agile”. Sono il 64,4% le milanesi tra i 15 e i 64 anni che lavorano a Milano: che il capoluogo lombardo possa diventare un modello per altre città italiane ed europee?

Nuova Delhi. Il boom di Sheroes, la piattaforma dove le donne aiutano altre donne a trovare lavoro. Nata per aiutare le donne a trovare lavoro dopo il licenziamento, Sheroes è la piattaforma online fondata in India nel gennaio 2014 che negli ultmi mesi ha visto una crescita incredibile in opportunità di lavoro (sette volte in più rispetto ai due anni precedenti). 300.000 donne indiane fanno parte di questa rete e 10.000 hanno trovato il giusto “work-life balance” con le iniziative del portale. L’obiettivo di Sheroes? Dare la giusta occasione di scelta alle donne che si sentono costrette a dover scegliere tra carriera e famiglia. Come? Grazie a eventi offline, opportunità di mentoring e flessibilità in termini di ore e luogo. Queste misure hanno fatto in modo che la popolarità della piattaforma crescesse negli anni: sono tanti i media che ne parlano e le aziende che hanno deciso di sperimentare Sheroes. “Una squadra straordinaria, una comunità vivace e un obiettivo che vale la pena inseguire: permettere a ogni donna indiana di scegliere il tipo di carriera da intraprenere, che è il nostro mantra” queste le parole di Sairee Chahal, Ceo e Co-fondatrice di Sheroes.

 

 

 

Pubblicato il: 28 ottobre 2016
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Fundraiser
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