Mettiamo da parte il pessimismo e proviamo, una volta a settimana, a raccontarvi tre buone notizie dal mondo del lavoro femminile. Scoprirete che non esistono solo gender gap incolmabili e percentuali negative. Scommettiamo?

New York. Google lancia le emoticon per rappresentare le donne lavoratrici. Dottoresse, laureate, ingegnere del software e manager: sono queste alcune delle 13 professioni che Google sta trasformando in emoticon e sta presentando in questi giorni all’Unicode Consortium (una sorta di autorità degli emoticon a livello mondiale, che dovrà approvarle nelle prossime settimane). “Vogliamo che le emoticon che rappresentano le professioni siano diverse per uomini e donne” ha scritto nella proposta il team di Google “perché riteniamo determinante evidenziare le differenze che esistono fra i mestieri, ma soprattutto contribuire ad accrescere l’attenzione sul diritto delle donne di fare carriera al pari degli uomini”. Basta ballerine e principesse, insomma, spazio alle donne manager. Perché la parità viaggia anche tramite sms.

San Francisco. Lo status Facebook di Sheryl Sandberg, che l’8 maggio celebra tutte le mamme lavoratrici. La numero due di Facebook Sheryl Sandberg, mamma e vedova da poco più di un anno, ha pubblicato lo scorso 8 maggio, uno status Facebook per celebrare tutte le mamme lavoratrici. “Essere madri è il lavoro più importante (e che rende più umili) che abbia mai avuto” ha scritto “dato che giustamente celebriamo la maternità dovremmo rivolgere ringraziamenti speciali alle donne che crescono i figli da sole”. Nel corso del suo lungo messaggio, la Sandberg ha anche riflettuto sul fatto che non esista ancora nessun sostegno economico alle madri single: “Dobbiamo fare più come leader, co-lavoratori/trici, vicini e amici. Dobbiamo ripensare le nostre politiche del lavoro pubblico e privato e ampliare la nostra comprensione di cosa sia e sembri una famiglia”. Tra gli esempi virtuosi, il direttore operativo di Facebook cita la storia di Connie Sparks, mamma single che nel 2015 ha fondato la WadeCo Capital, un’azienda che aiuta altre madri sole ad avviare la loro attività.

Londra. Il voto (ribelle) di Emma Thompson “Basta laburisti, voglio il partito della parità”. È una vera e propria ribellione quella di Emma Thompson, l’attrice che, in occasione delle ultime elezioni per il sindaco di Londra, ha dichiarato di non voler più sostenere il partito laburista ma di aver deciso di appoggiare Sophie Walker, la candidata del Women’s Equality Party, partito che, nonostante abbia perso, in meno di un anno è cresciuto in fretta. “Mi dà fastidio che nessuno in politica parli di temi fondamentali come la parità” ha dichiarato l’attrice “la mia generazione è cresciuta credendo fermamente che prima o poi saremmo state pagate e avremmo avuto le stesse opportunità. Riconoscere, integrare e utilizzare in pieno ciò che le donne hanno da offrire vuol dire creare una società più equa, un’economia più vivace e una sfera politica migliore”. Da qui, la scelta di Emma di appoggiare il nuovo Women’s Equality Party, il neonato partito che si batte per la parità in tutti i campi, dalla scuola al posto di lavoro, dalla maternità alla cura degli anziani. Che sia l’inizio della svolta nella politica inglese?

Pubblicato il: 13 maggio 2016
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