Ottenere un colloquio di lavoro è già un ottimo risultato: significa esser riuscite a destare l’attenzione del responsabile Risorse Umane, cosa non scontata. Ma cosa succede se la prima domanda è “Parlami di te”? Come rispondere a questa domanda al colloquio di lavoro? Lo abbiamo chiesto alla mentor di workHer Francesca Devescovi, esperta di HR.  

Parlami di te: nonostante ci sia tanto da dire, è meglio prepararsi preventivamente a questa domanda. Come rispondere al colloqui di lavoro in maniera opportuna e interessante? Rispondere in modo onesto o originale può davvero fare la differenza tra l’assunzione o il feedback negativo, anche perchè i selezionatori sono spesso abituati a sentirsi dire sempre le stesse cose. “Raramente chi sta dall’altra parte della scrivania vuole farsi raccontare la propria biografia”, scrive Aldo Mencaraglia, blogger di italiansinfuga.com. Peggio ancora, poi, sarebbe riferire aneddoti personali o della propria vita privata. Cosa rispondere quindi?

Stupiteli

Per non sembrare scontate, si potrebbe iniziare a parlare del perché si è scelto di candidarsi per quella posizione e cosa ci si aspetta dal lavoro desiderato. Questa risposta, infatti, serve ad attirare l’attenzione dei selezionatori e a mettere subito in luce le competenze che si possiedono e che potrebbero tornare utili all’organizzazione. Il trucco in più? Informarsi sull’azienda, sempre: così facendo, non solo si dimostra interesse per la posizione, ma si fornisce anche il plus che si potrebbe apportare in termini di problem solving, cosa che gli altri candidati non faranno.

Entrate nel vivo della risposta

“Il consiglio che do”, commenta Francesca Devescovi, “è quello di mettere in risalto i propri hobby e interessi, dopo aver spiegato i recenti successi professionali”. Un focus sulle soft skills, infatti, completa il quadro delle competenze, arricchendolo. “Un esempio? Se la posizione per la quale vi state candidando è quella di editor, dire che seguite e curate diversi blog potrebbe fare davvero la differenza!”

Fatevi aiutare dalla rete (di contatti)

“Un secondo trucco”, continua Francesca, “è parlare dei network a cui si appartiene. Avere una rete di relazioni con persone diverse potrebbe creare valore aggiunto per voi stesse, ma anche per l’azienda.” Di recente, infatti, l’istituto di ricerca americano Gallup ha pubblicato uno studio che dimostra come le persone più felici siano quelle che hanno una fitta rete di amicizie, dal momento che risultano più motivate e produttive a lavoro.

Un focus sul futuro

La domanda “Parlami di te” è anche un’ottima occasione per chiarire da subito quali sono i propri obiettivi professionali: in ogni caso, comunque, è importante non confonderli con quelli di vita, e focalizzarsi solo sui risultati che si potrebbero realisticamente ottenere in azienda, senza tergiversare o essere poco pertinenti. Vuoi comprar casa? Meglio evitare di esporre l’intenzione. Vuoi fare carriera? Dillo senza remore.

E a proposito di obiettivi di vita…un piccolo consiglio

Francesca, infine, conclude le sue riflessioni con un commento: evitare di parlare della propria situazione familiare, almeno per ora. “Purtroppo vi sono ancora diversi pregiudizi a riguardo, soprattutto sullo status della donna, che potrebbero inficiare i criteri di selezione.” Un consiglio per chiudere il colloquio? Porre delle domande! “Non dimenticate che siete anche voi che dovete valutare l’organizzazione”, continua Francesca, “Chiedete come l’azienda promuove il talento femminile e se ha un sistema di welfare ad hoc: dimostrerete di saperne di più di quanto credono.”

Pubblicato il: 8 settembre 2016
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