Avere a che fare ogni giorno con un collega perennemente negativo rende il lavoro pesante e insoddisfacente: non cadere nella sua trappola! Segui questi consigli per gestirlo al meglio.

 Colleghi tossici: se li conosci, li eviti! Continue lamentele, sospiri lunghissimi e negatività permanente: solitamente si riconoscono da questi segnali. E gestirli ogni giorno, per diverse ore al giorno, può risultare faticoso. Ma ricorda che la positività sul posto di lavoro non aiuta solo agli occhi dei superiori: cercare di restare ottimisti permette una migliore organizzazione delle mansioni, e permette di conservare energie per il resto della giornata. Al bando i musoni quindi! Ecco come.

Accettare l’altro

L’ambiente di lavoro è un microcosmo sociale: le dinamiche sono le stesse e, spesso, non lo si può scegliere (o almeno, non del tutto). Per non interrompere la corsa verso l’avanzo di carriera, quindi, la prima cosa da fare è accettare che nella quotidianità lavorativa ci si fronteggia con personalità di tutti i tipi: dallo svogliato all’egocentrico, l’idea di fondo è che non devi farti trascinare. Ognuno mantiene integro il proprio carattere, anche se si passano otto ore al giorno insieme.

Change your mind

Chiediti: “Come questa persona influenza negativamente il mio lavoro? Posso aiutarla in qualche modo?”. A volte, una continua lamentela può essere soltanto una richiesta di aiuto: piuttosto che pensare a come difenderti dall’altro, prova a capire come trasmettergli la tua positività. Usa i lavori di gruppo, le pause caffè e le feste aziendali per sottolineare tutti i pro del vostro lavoro, sorprendilo con un gesto gentile e convinciti di poterlo migliorare: ti sorprenderà vedere come cambia il suo atteggiamento, e non solo nei tuoi confronti. Con un relativo miglioramento dell’atmosfera generale.

Lui (o lei) continuano a tenere il muso? Fai così

Secondo un recente studio della Harvard Business School, un collega o un dipendente tossico, nel lungo termine, costa ben dodicimila euro all’anno. Se dopo svariati tentativi, il collega tossico non accenna a fermarsi, non venirne contagiata è nell’interesse di tutta l’azienda. Per prima cosa, mai mettere in dubbio la propria professionalità: battutine acide spesso sono solo un modo per esprimere la propria frustrazione, e non un attacco diretto. Non è il caso di esserne emotivamente coinvolti. Il silenzio, poi, resta la miglior risposta: evitare quindi di creare pettegolezzo con altri colleghi, ne risentirebbe il lavoro di squadra. La situazione non migliora? Parlane col capo, in modo diplomatico e senza accuse: dal momento che lui/lei ha a cuore soprattutto la compattezza del gruppo, saprà sicuramente come fronteggiare la situazione senza sfasciarlo.

Un altro punto di vista

Così come in psicologia si dice che “il fallimento è una fonte di apprendimento”, anche la negatività altrui può essere vista da questo punto di vista: una critica che a prima vista sembra inutile, può aiutare a far vedere le cose da un altro punto di vista. Valutare un’opinione diversa permette di vedere le cose sotto una nuova luce, correggendo la rotta del lavoro da portare a termine. E magari vi sorprenderete a ringraziare quel collega antipatico, che vi ha aiutato a trarre il meglio dal vostro progetto.

 

 

Pubblicato il: 20 giugno 2016
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