Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Ogni anno si sensibilizza l’opinione pubblica su una questione così complicata quanto delicata, e con altrettanto tatto si cercano soluzioni. Uno dei temi caldi resta sicuramente un dato rilevante: 4 donne su 10 non denunciano le violenze subìte perché sono economicamente dipendenti dal loro aggressore. A questo proposito, il Presidente della Camera Laura Boldrini ha dichiarato, in un’intervista al Corriere della Sera, che “dalla crisi non si esce, se non rilanciando l’occupazione femminile”.

L’occupazione femminile come arma contro la violenza? Secondo la Presidente della Camera Laura Boldrini sì, e lo ha ribadito ieri in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne che si celebra oggi, 25 novembre. “Una donna che lavora è più libera dalle violenze domestiche perché indipendente economicamente e rispettata socialmente” ha affermato la Presidente.

Lo dicono i numeri: in Italia la violenza colpisce soprattutto donne disoccupate o casalinghe (199 casi rispetto ai 159 delle vittime occupate) e per questo motivo, l’impiego femminile potrebbe rivelarsi davvero la chiave di volta per una società che si possa definire civile e civilizzata. Lavorare significa sostegno psicologico, indipendenza, possibilità di confronto e più autostima ed è un diritto che ancora oggi non viene riconosciuto in tutta Italia, dove “solo il 46,8% delle donne lavora”. Si tratta di “una delle percentuali più basse in Europa, un grave svantaggio per il Paese” ha continuato la Boldrini. “Per questo serve una più equa distribuzione degli oneri familiari e quindi anche un congedo parentale più equilibrato tra i genitori”. Perché la violenza sulle donne dovrebbe essere un tema caro anche (e soprattutto) agli uomini.

Lo aveva ribadito Emma Watson quando, durante la campagna HeforShe aveva esordito con “La parità di genere è un affare degli uomini”. Ma non solo, anche delle istituzioni: perché più occupazione significa anche meno violenza. E allora, ha chiesto la Boldrini: “Vogliamo continuare a penalizzarle o a dar loro un ruolo sociale?”.

Pubblicato il: 25 novembre 2015
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