Laura ha 48 anni e vive vicino a Milano, a Melzo, “Melphum in etrusco”. Ha un marito, due figli, un corso di laurea non ancora terminato, diversi lavori alle spalle. Eppure, di difficoltà ne ha superate: a partire dalla sua prima gravidanza, quando, dopo aver scelto di trascorrere alcuni anni tra “pannolini e biberon”, ha capito che era il momento di rimettersi in gioco professionalmente. Ma come fare a rientrare nel mondo del lavoro? Da mamma, Laura ha capito che doveva trasformare la maternità in opportunità. E così ha fatto. Ricordando anche cosa diceva una certa professoressa a proposito di incertezza.

Sono nata 48 anni fa a Melzo, una cittadina vicino Milano, Melphum in etrusco, dove vivo tuttora con la mia famiglia (un marito e due figli). Ho sempre preferito la vita in provincia al caos della grande città: adoro il verde, gli spazi aperti, i suoi ritmi meno frenetici, i rapporti più immediati con le persone… Milano, per quel che mi riguarda, è sempre stato il luogo dove studiare e lavorare. È lì infatti che ho studiato Economia, senza però essere ancora riuscita a laurearmi: la considero di fatto una partita ancora aperta.

Quando ho iniziato a lavorare avevo quindi solo un diploma in perito aziendale che, per quanto posso dire dalla mia esperienza, mi ha preparato bene al mondo del lavoro. Ricordo ancora il colloquio per il mio primo impiego: mi fecero i complimenti per il mio inglese, senza che fossi mai stata all’estero! Avevo la passione per il teatro e per la recitazione ma le necessità che avevo in quel momento mi hanno portato a svolgere attività commerciali spesso in contatto con le persone. Mi piaceva, ero felice, ma poi negli anni ho dovuto cambiare diversi lavori.

Con la mia prima gravidanza, ho scelto però di lasciare il lavoro per dedicarmi a tempo pieno al mio nuovo “ruolo” di mamma. Ho trascorso tra pannolini e biberon alcuni anni, prima di capire che volevo rimettermi in gioco professionalmente. E quella è stata la più grande sfida che io abbia dovuto affrontare: avevo perso molti contatti, mi sentivo ormai fuori dal mondo lavorativo, ero poco aggiornata. Non avevo nemmeno una laurea! È stato difficile, soprattutto perché avevo scarsa fiducia nelle mie capacità. Poi, mi sono tornate in mente le grandi scommesse che avevo vinto in passato: i primi colloqui, la mia predisposizione verso le lingue straniere, le soddisfazioni dei primi anni… Ma soprattutto mi hanno aperto la mente le parole di una mia docente: durante una sua lezione ci aveva spiegato che la dote più importante per riuscire nella vita è proprio la volontà. Ovvero la determinazione per raggiungere gli obiettivi che ci prefissiamo. “Se partite incerti” ci ha spiegato “siete già sconfitti”. E questo vale in tutti i campi della vita.

Così ha vinto il senso di rivincita: mi sono rimboccata le maniche, ho cambiato strategia e mi sono detta “vi faccio vedere chi sono io”. Ho trasformato la maternità in opportunità: la gestione degli impegni famigliari mi ha aiutato a capire come massimizzare il tempo a disposizione dandomi delle priorità, le mie doti organizzative erano notevolmente migliorate, così la gestione dello stress e della fatica. Ho scelto di non arrendermi e di investire su me stessa. E ce l’ho fatta.

Oggi sono Internship Coordinator per un noto Study Abroad provider. Mi occupo di trovare posizioni di stage per gli studenti statunitensi che si trovano per un periodo di studi a Milano. Il mio lavoro però inizia molto prima del loro arrivo in Italia: offro infatti una consulenza per la stesura del curriculum, della cover letter, per simulazioni di colloquio… insomma, tutto quello che serve per prepararli alle selezioni finali con le aziende italiane. È un lavoro entusiasmante, che mi piace moltissimo perché ricco di stimoli. Sono felice, nonostante gli alti e bassi posso dire di avere trovato il mio posto. E di aver vinto la mia sfida.

Pubblicato il: 8 luglio 2015
Categoria:
marilisa.galimberti@libero.it 15 luglio 2015 alle 12:22

Brava! Una bella storia. A me piacerebbe moltissimo riuscire a conciliare famiglia e lavoro in modo migliore rimettendomi in gioco per trovare un impiego più vicino a casa. Anche io sono della provincia di Milano e amo la provincia più della città per la tranquillità che garantisce. Non è facile a causa molte variabili ma le storie come la tua danno uno sprint in più. Grazie

Fabiana pozzi 15 luglio 2015 alle 13:32

Grazie Laura per la tua testimonianza che mette carica e tanta speranza.
Vivo come te in una cittadina non troppo lontana da Milano e in provincia, nel verde e nel silenzio.
Ho lavorato per molti anni in diverse aziende fino a quando ho sentito che volevo aiutare gli altri; in modo particolare sentivo di voler aiutare tutte le donne che desiderano fortemente trovare un equilibrio tra famiglia e lavoro. E così sono diventata counselor, specializzata in questo.
Il tuo racconto parla di risorse molto importanti: determinazione, costanza, tenacia, volontà, voglia di farcela…risorse che ognuno di noi ha e che nei momenti più bui restano ben nascoste. Portarle alla luce si può, eccome se si può!!!

Complimenti per aver vinto la tua sfida e in bocca al lupo per la tua nuova esperienza.

Fabiana

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