Nadia: 40 anni, capelli blu e una dedizione totale per la sartoria. Grazie alla vena creativa ereditata dal padre, capisce presto qual è la sua strada e si diploma all’Istituto di Moda, sentendo l’esigenza di passare dalla teoria alla pratica. Così, in vent’anni, ha potuto sperimentare e mettersi alla prova nel campo della moda e del cinema, riuscendo a scrivere anche due libri. E in futuro sogna di diventare la Coco Chanel del 2020.

Essendo figlia di un illustratore, ho sempre creduto che nel mio DNA ci fosse il gene della creatività. Ho capito che avrei lavorato in questo campo da piccolissima, quando la mia tata mi intratteneva insegnandomi le basi del cucito; ma è stato quando mio padre mi regalò un libro di Yves Saint Laurent (un artista per me visionario e innovativo) che decisi di studiare moda. Così sono rimasta a Milano, la mia città natale, per studiare al liceo artistico e diplomarmi all’Istituto di Moda. Sentivo però che quella non era ancora la mia strada: studiare gli stilisti mi annoiava, e volevo passare alla pratica il prima possibile. Tra il ’95-‘96 ho scoperto il mondo dei videoclip e, un po’ per sperimentare, un po’ per guadagnare qualcosa, decido di posare come modella per i miei amici fotografi.

In vent’anni ho lavorato per il cinema, per diverse realtà private e ovviamente per la moda, occupandomi sia delle mie collezioni che di quelle degli altri. Ho scritto due libri, “Sarto subito” (Altraeconomia) e “Come fare… la piccola sartoria” (Simone Edizioni), per dimostrare che cucire è un lavoro democratico e adatto a tutti. Ho affrontato molti cambiamenti e ho ascoltato me stessa. Ma da poco ho avuto un incidente che mi impedisce di cucire, e devo reinventarmi. Di nuovo.

Ora gestisco un corso di cucito a un circolo Arci, ritrovandomi a coordinare il doppio degli appuntamenti iniziali previsti. All’inizio non è stato facile: quando ho proposto l’idea mi hanno risposto con una risata in faccia. Ma non mi fermo, il mio lavoro è la mia vita, tanto da spingermi a decidere di non avere figli. Ho visto troppe donne rinunciare alla loro carriera per accudire la famiglia, e il mio lavoro adesso mi basta. È una scelta non sofferta, ma i progetti che porto avanti mi danno enormi soddisfazioni, spronandomi ogni volta a fare di più. Capita anche a me, come molte quarantenni, di chiedermi “cosa voglio fare da grande”. E non ho paura di sognare. Voglio diventare un’innovatrice nella modellistica, una Coco Chanel del 2020, sfruttando il guardaroba che ognuno ha già. E magari, chi lo sa, fare la costumista per Tim Burton!

 

Pubblicato il: 5 ottobre 2015
Categoria:
Carla ghisani 5 ottobre 2015 alle 18:29

ma che bello! Dove insegni, in quale circolo, e soprattutto, sei a Milano ?

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