Che cos’è Piccole Sorprese? Un‘alternativa al classico pacco regalo: contenitori di esperienze ludo didattiche pensate ad hoc per i bambini. Martina e Veronica hanno dato vita alla loro startup nel 2014 a Milano, e oggi sognano di conquistare tutta l’Italia.

1. Piccole sorprese nasce con l’intento di donare del tempo di qualità ai bambini dagli 0 ai 10 anni. Come è nata questa idea, quali fonti di ispirazione avete seguito?
Piccole Sorprese è un prodotto nato proprio dall’esperienza di neomamme, che ha messo in luce un’esigenza reale, ossia quella di regalare ai bambini non più oggetti da accumulare, ma un dono utile e originale che abbia anche un valore e un significato. Abbiamo escogitato un modo per dire basta a tutine di taglia piccola, giocattoli troppo in fretta dimenticati, oggetti da accumulare. Basta a tutti quei regali sbagliati, che tutte noi abbiamo ricevuto alla nascita dei nostri figli e negli anni a seguire.

2. Di quali offerte si compone Piccole Sorprese?
L’intera collezione contiene più di 200 attività ed esperienze da vivere a Milano, ed è suddivisa in 5 differenti cofanetti. Ciascun cofanetto si presenta come una Scatola delle Emozioni, che propone un’accurata selezione di luoghi creativi e stimolanti, per imparare, crescere e divertirsi scegliendo tra tante attività da provare e condividere.
Le sorprese spaziano tra una molteplicità di attività: laboratori artistici, creativi, musicali, di architettura, danza, musical, cucina, pasticceria, gelateria; percorsi culturali e mostre con attività didattiche, attività all’aperto e molto altro. È una nuova idea regalo per bambini che farà felici anche i genitori, che così avranno mille spunti sulle attività da poter fare nella propria città con i figli, trascorrendo insieme a loro del tempo di qualità.

3. Quale esperienza lavorativa pregressa vi siete lasciate alle spalle, lanciandovi nella costituzione di Piccole Sorprese?
Martina allestiva spazi espositivi di grandi aziende dell’arredamento, Veronica organizzava viaggi incentive per i dipendenti di multinazionali italiane e straniere.
Due lavori molto diversi, che imponevano una vita frenetica scandita da continue trasferte in giro per il mondo.

4. Chi vi ha aiutato a muovere i primi passi della vostra startup? Su quale supporto economico e logistico avete potuto contare?
Solo la nostra determinazione e il desiderio di una vita diversa, più a misura di mamma… Una scelta sicuramente coraggiosa di questi tempi, anche perché abbiamo messo in piedi tutto da sole e il progetto è stato totalmente autofinanziato. L’unico supporto su cui abbiamo potuto contare è stato quello dei nostri compagni che da subito hanno approvato la nostra scelta e ci sono stati vicini in ogni passo che dall’idea a portato alla realizzazione dei cofanetti nell’ottobre del 2014.

5. Quanto è importante un network al femminile?
Fondamentale! Per Piccole Sorprese ci siamo rivolte a Piano C, il centro di coworking, cobaby e community tutto al femminile. Piano C ci ha permesso di lavorare serene, a pochi metri di distanza dai nostri bambini, accuditi da ragazze esperte, che li fanno giocare in un ambiente stimolante e divertente. Grazie all’aiuto di Piano C oggi ci sentiamo donne, mamme e compagne felici.

6. Come vedete Piccole Sorprese tra 5 anni? E i prossimi passi, quali saranno?
Vista l’approvazione delle mamme di tutta Italia, il desiderio è quello di sviluppare Piccole Sorprese anche in altri capoluoghi italiani. Per quanto riguarda la nostra attività a Milano, abbiamo personalmente contattato più di 200 strutture e visionate poco meno della metà: in previsione di un’espansione territoriale sicuramente avremo bisogno di tanti aiuti. Sono già molte le mamme che si sono offerte di sviluppare Piccole Sorprese nelle proprie città; l’esperienza personale e la sensibilità che si sviluppa durante la maternità saranno il preziosissimo punto di partenza.

7. Qual è la vostra ricetta del successo?
La stessa di una vita felice.
Ingredienti:
1 idea buona e valida
100 kg di determinazione
100 kg di intraprendenza
Faccia tosta Q.B.
1 pizzico di coraggio

Pubblicato il: 30 aprile 2015
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