Elisa ha 26 anni, una carriera in ascesa e un amore spassionato per i viaggi: il suo percorso professionale, infatti, è costellato da esperienze all’estero, che, dice lei, le hanno insegnato più della laurea. Dopo uno stage a Berlino e una parentesi come consulente aziendale, Elisa ha subito capito che il posto fisso non faceva per lei. Così ha aperto una partita Iva, ha scelto di diventare freelance e ha fatto le valigie. Per nutrire la sua passione per i viaggi, per la sociologia e per coltivare la sua relazione con un ragazzo “globetrotter” come lei.

Quando hai una madre che ti spinge a viaggiare, a uscire dai confini e a conoscere nuove culture, è difficile crescere con la prospettiva di vivere per anni nello stesso posto. Non a caso, già da adolescente, sono sempre stata io quella tra i miei amici che faceva la valigia per partire. E scoprire nuovi orizzonti.

Dopo il liceo, mi sono laureata in Scienze Politiche a Milano: un percorso che mi ha dato tanto, non solo in termini scolastici, ma anche umani. Ho conosciuto persone stupende, ma se potessi scegliere, non lo rifarei: non era questa (pensandoci con il senno di poi) la risposta all’amore che provavo per i viaggi e gli esseri umani. Poi è arrivato l’Erasmus a fare chiarezza nella mia testa: a Berlino mi sono messa alla prova con corsi universitari diversi da quelli italiani, e con una “forma mentis nordica” dalla quale ho imparato a sviluppare il mio senso critico.

Terminato il triennio universitario, ho scelto di tornare in Germania, dove avevo lasciato i ricordi più belli dei miei ultimi anni. Lì ho iniziato uno stage in un’azienda americana: allo scadere dei sei mesi sono stata promossa a responsabile per i programmi del Sud Europa, e ora mi occupo di consulenza alle aziende che vogliono partecipare ai finanziamenti europei. Ovviamente non sono stata solo a Berlino: ho fatto volontariato in Palestina, ho vissuto ad Atene durante i primi scioperi generali contro la spesa pubblica, e ancora Turchia, Stati Uniti, Brasile e Finlandia.

A soli 26 anni posso dire di aver girato il mondo e di avere una carriera soddisfacente. Quindi, perché fermarsi? Forte degli ultimi risultati lavorativi, ho capito che il posto fisso non fa per me: ho bisogno di organizzare da sola le mie priorità e voglio orari flessibili, così ho aperto una partita Iva e ora sono consulente per la mia azienda. Nel tempo libero, seguo un master di sociologia all’università, per realizzare finalmente il sogno di studiare le emozioni delle persone. D’accordo con il mio compagno (amante viaggiatore come me) approfitterò della specializzazione per spostarmi ancora e avvicinarmi ai settori che mi interessano, come il pubblico. Il mio futuro? In evoluzione. Io, che ho sempre viaggiato per imparare, come posso accontentarmi del posto fisso?

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Pubblicato il: 14 dicembre 2015
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