A 26 anni Antonella ha un lavoro in comunicazione “da 12 ore al giorno”, una passione per l’editoria e un marito. Ma quello che non sa è che proprio durante la sua luna di miele a Parigi arriva un’intuizione che le cambierà la vita: aprire una libreria per bambini a Roma. Così, insieme alla sua amica Aurora, decide di lanciarsi e di fare il grande salto. Oggi Antonella, con la sua Centostorie, fa parte di un network di librerie per bambini creato da lei e la sua socia, tiene lezioni per imparare ad aprirne una e ha creato una piattaforma di incubazione per chi ha un sogno simile al suo ma non sa come iniziare a realizzarlo. E il lieto fine? Un complimento inatteso, che è arrivato proprio da suo papà.

L’anno in cui è iniziata la mia (vera) vita lavorativa è stato il 2006. A 26 anni, fresca di matrimonio, durante il mio viaggio di nozze a Parigi mi viene un’intuizione. Provare a lanciarmi in un’avventura legata al mondo della cultura e dei bambini. Leggere mi piaceva, i bambini anche, nessun vincolo professionale. Lavoravo nella comunicazione con contratti precari da 10, addirittura 12 ore al giorno. E l’idea di una scrivania in un ufficio chiuso e grigio non mi allettava più. Così ho pensato: perché no? Chiedo agli amici, un po’ per gioco, un po’ davvero, se vogliono diventare miei soci, finché non trovo la partner lavorativa ideale: la mia amica Aurora che, a sorpresa, mi risponde “sì”.

Definiamo l’idea: una libreria per bambini in cui organizzare laboratori, eventi, feste e incontri anche per genitori. Uno spazio che non si presta solo all’uso commerciale, ma che possa essere vissuto da tutti a 360°. E poi, conoscendo bene il mercato editoriale, sapevo che era un ambito più attento al suo pubblico e particolarmente ricco in termini di offerta. I genitori oggi hanno chiaro in mente che i libri accompagnano i più piccoli per tutta la vita e hanno un ruolo importantissimo nel formare i grandi di domani. Io e Aurora scegliamo così di buttarci. E di fare il salto che tanto aspettavamo: il 2007 apriamo la libreria Centostorie a Roma. Il nostro sogno si era realizzato.

Nei primi mesi però notiamo entrambe una cosa che ci colpisce: l’attenzione che le nostre clienti avevano verso il nostro lavoro. Parliamo con loro, le ascoltiamo, ci confrontiamo. E, a sorpresa, le ispiriamo. Hanno tra i 30 e i 45 anni, una famiglia, un figlio o una figlia che ha cambiato la loro organizzazione del tempo. A volte non hanno lavoro perché l’hanno perso, e molte di loro preferiscono evitare di tornare in un ufficio. Così iniziano a guardarsi in giro, in cerca di interessanti “alternative” professionali. Di fronte a quelle domande e alle mail che ricevevamo a qualsiasi ora del giorno, abbiamo capito che dovevamo fare qualcosa. E abbiamo deciso di dare il via a un corso per aprire la propria libreria per bambini.

Da 5 anni, oltre alla libreria, teniamo per 11 mesi all’anno una serie di lezioni a donne (ma anche a uomini) che vogliono lanciarsi nella loro avventura esattamente come abbiamo fatto io e Aurora. Delle oltre mille persone che abbiamo potuto ospitare, più di cento si sono convinte ad aprire la loro realtà. E non si trattava solo di italiani, ma anche di stranieri incuriositi dalla nostra iniziativa! Visto il successo abbiamo deciso che non potevamo accontentarci di dare semplici informazioni, così, per continuare a rappresentare un punto di riferimento nei confronti dei clienti che si erano rivolti a noi, abbiamo creato una vera e propria rete di piccole imprese e l’abbiamo chiamata Cleio. A oggi fanno parte del nostro network 50 libreria da tutta Italia. Un numero, destinato sicuramente a crescere, anche grazie alla piattaforma online capace di fare da incubatrice e che abbiamo creato dal nulla: è CREA, finanziata dalla Camera di Commercio di Roma e destinata a chiunque voglia aprire il proprio spazio per bambini. E dopo tutte queste soddisfazioni, l’ultima grande conquista è arrivata quest’anno, quando mio padre, vedendo dove ero riuscita ad arrivare, si è complimentato per il più alto fatturato mai ottenuto con un “ben fatto”. Il lieto fine che aspettavo per la mia storia.

 

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Pubblicato il: 7 settembre 2015
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