Carola Villafranca Soissons è mentor di workHer e opera nel settore HR per professione. Poliglotta (oltre all’italiano, parla correntemente francese, inglese e tedesco), gestisce progetti di respiro internazionale nell’ambito delle risorse umane ed è amministratrice delegata dal 2014 di ProPosition, società di consulenza HR in ambito manageriale. Forte di un’esperienza a 360 gradi nell’ambito delle risorse umane, le abbiamo chiesto un parere sulla sua esperienza di mentor con workHer.


Sei mentor da workHer da circa 9 mesi. Quante mentorship sei riuscita a portare a termine?

Ne ho realizzate sei. In realtà mi ero ripromessa di seguirne un numero minore, ma davanti alle belle richieste di mentorship non sono riuscita a dir di no.

Raccontaci un paio di mentorship che secondo te sono andate a buon fine.

Vi faccio l’esempio di una persona che lavora presso un grosso gruppo bancario: aveva voglia di dare una svolta alla propria carriera e di capire, con il mio aiuto, come vendersi nell’ambito HR. Abbiamo avviato un percorso molto stimolante dal punto di vista motivazionale, analizzando insieme il suo profilo, le sue soft skills, e ha infine trovato il coraggio di candidarsi ad una posizione.

Un’altra mentorship particolarmente arricchente è stata quella con una cantante lirica che ha il desiderio di reinventarsi professionalmente.

Vi siete anche incontrate di persona?

Sì certo, in entrambi i casi un paio di volte e ci vedremo ancora per fare due chiacchiere.

Che età hanno?

La mia età e dintorni, ma ho avuto occasione di fare da mentor anche a ragazze che si affacciano ora al mercato del lavoro.

Come è andata con le millennials?

Bene! Per loro il discorso è diverso: si tratta più di un servizio di orientamento, da calare nel contesto attuale in cui le aziende fanno fatica a inserire i giovani con contratti stabili. Normalmente le giovani mi chiedono come muoversi nel mondo del lavoro cercando di capire qual è la loro strada. Si tratta di profili che non tratto abitualmente, quindi questa cosa è molto stimolante anche per me. Quello che posso fare io per le più giovani è mostrare loro come muoversi sui social e a colloquio e valorizzare il loro CV.

A livello umano ed emotivo, che tipo di esperienza è quella della mentorship? Come ti senti a svolgere gratuitamente questo servizio nell’ottica di aiutare altre donne?

Il mio è un caso particolare perché in parte coincide con il mio mestiere, in generale però si tratta di un’esperienza molto gratificante che mi permette di accedere ad una tipologia di persone che normalmente non incontro a livello professionale in quanto, di solito, mi occupo di categorie manageriali. Senza workHer una cantante lirica non l’avrei mai incontrata per motivi professionali!

Nel tuo caso la componente umana si mescola quasi in modo naturale con la tua professionalità, corretto?

Sì, sicuramente, in me le workHer possono trovare una consulenza tecnica oltre che di buon senso. Ad esempio, quando posso, faccio seguire al mio incontro quello con un membro del team di ProPosition che dà delle indicazioni utili e pratiche. Ognuna con la professionalità può offrire qualcosa in più al servizio.

>> Leggi anche:

Le donne e il lavoro: che cosa potremmo cambiare? Ecco cosa ne pensano le nostre mentor

Reverse mentoring: così insegno alla mia boss

Pubblicato il: 16 marzo 2017
Categoria: Tag:
COMMENTA

Devi essere registrato per poter lasciare un commento

RICHIEDI UNA MENTORSHIP

Le Mentor sono donne che hanno raggiunto posizioni lavorative appaganti e che mettono a disposizione il loro tempo e la loro esperienza in un percorso di mentorship a carattere personale e totalmente gratuito.

Karen Nahum
Digital director De Agostini Libri
Patrizia Rizzo
Advisor investor services
Gabrielle Fellus
Presidente e Trainer del Krav Maga Center KMIT e Consulente di Comunicazione
Federica De Medici
Investor Relations

Scopri