Barbara è un consulente finanziario, un lavoro dove sono necessari “tatto e competenza”. Il suo percorso però non è stato facile: dopo diversi anni in un grande gruppo bancario dalla politica prevalentemente maschilista, ha capito di voler crescere in una realtà straniera che non distingueva tra uomini e donne. Con l’arrivo della crisi però Barbara si è reinventata. E oggi ha imparato che ogni cambiamento nasconde un’opportunità.

Da insegnante a consulente finanziario. Chi l’avrebbe mai detto? Quando si è piccole si è portate a sognare. E io, che sono cresciuta in una famiglia tranquilla, a prevalenza maschile, sapevo di voler diventare una maestra. O al massimo un magistrato. E invece, a 24 anni, ho messo ordine alle mie idee e sono stata assunta in banca. Inutile spiegare la felicità dei miei! A quei tempi, quel lavoro era visto come “un posto sicuro”. Insomma, ero sistemata. In quel grande istituto bancario ho lavorato sei anni, durante i quali ho acquisito competenze e una certa indipendenza, anche economica.

Senza quasi rendermene conto, ho compiuto 30 anni, e come uno spartiacque è arrivata una nuova opportunità lavorativa: un’occasione che mi ha invitata a guardare oltre ciò che avevo. Uno scossone, per me che fino ad allora, non mi ero mai resa conto di voler cambiare. Poi, facendo una lista di “pro e contro”, ho capito che stavo lavorando in un ambiente prevalentemente maschilista, dove se non hai una famiglia non hai diritto alle ferie ad agosto, e di essere stanca. Ho cambiato completamente prospettiva, e sono stata assunta nella filiale italiana di una banca straniera: lì, le quote di genere facevano parte della politica aziendale. In quell’ambiente, ho capito veramente cosa significhi essere stimati da superiori e colleghi: mi occupavo di banca in senso stretto, ma anche di formazione del personale. Era bello, crescevo professionalmente e avevo l’occasione di esprimermi. Ma la crisi ha portato con sé incertezza e precarietà: e ho deciso di cambiare.

Oggi, lavoro per una banca indipendente come libera professionista. Sono una consulente finanziaria, ma ho un approccio trasversale, per consigliare al meglio le mie clienti: ogni scelta di investimento deve essere ponderata, per non avere brutte sorprese dopo. Alle donne, spesso, non piace parlare di soldi: ma, come spiego di continuo, il nostro benessere dipende anche da quello. I soldi devono essere gestiti da qualcuno che abbia tatto e al tempo stesso sia competente. E indipendentemente dalla somma, cerco di occuparmi dei miei clienti con lo stesso impegno e dedizione di sempre. La fiducia, nel mio mestiere, è alla base di tutto: a far soli spesso si fanno danni, ma, allo stesso tempo, bisogna star attenti a scegliere il giusto professionista. Con una relazione basata su stima e fiducia, ne ricavano professionista e cliente: lui si può fidare, e io posso sfidare me stessa ancora una volta. La mia soddisfazione? Non deludere chi si fida di me.

Pubblicato il: 16 novembre 2015
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