Il collega carogna? Non è solo una leggenda: di questi soggetti ne è pieno il mondo (del lavoro). Ma basta poco per tenerli a bada: ecco come.

Boss, colleghi, collaboratori: a tutti è capitato, almeno una volta nella vita, di avere un compagno di lavoro carogna. Uno di quelli che ha da ridire su tutto, trova dei difetti in qualsiasi cosa, fa sentire tutti incapaci e prova sempre a prevaricare il prossimo. La soluzione? A portata di libro, secondo Luca Stanchieri, life coach con un’esperienza ventennale in azienda, che ha messo giù un vademecum anti carogne chiamato “Come liberarti dagli stronzi e trovare soddisfazione nel lavoro” (Newton Compton Editori, 2013, disponibile su Amazon).
Un titolo davvero eloquente che contiene queste regole d’oro.

Osservare

Soprattutto in un ambiente nuovo, è necessario inquadrare fin da subito la carogna nel suo habitat naturale: è il tipo lì in fondo che si agita sempre, sbuffa a intervalli regolari e inizialmente sembra cordiale e disponibile, salvo poi dichiarare “Attenta, questa è una gabbia di matti”. Appunto.

Sventolare bandiera bianca

Può andar bene anche un “Vengo in pace” appeso alla camicia: la carogna si sente minacciata, e disinnescare il suo attacco è il primo passo da compiere, facendogli capire che sei lì per lavorare e non per soffiargli il posto, o la promozione.

Rendersi autonomi

Chiedere sempre conferme alla carogna sul lavoro da svolgere gli permette di impossessarsi del potere. Specialmente quando si è all’inizio, bisogna stringere i denti e imparare il più possibile, per diventare indipendenti in tempi strettissimi. E sopravvivere.

Rispondere (con calma) alle provocazioni

Mai rispondere alla carogna con lo stesso tono sprezzante, ma sorprenderlo con gentilezza, sorrisi e ironia. Anche se la dose di autocontrollo deve essere elevatissima (si consiglia di rilassarsi con la meditazione), questa tecnica permette di avere sempre il coltello dalla parte del manico. E serve, eccome se serve.

Rispondere a tono agli insulti

Nonostante la pazienza sia la strategia migliore, è necessario imporre dei paletti oltre i quali non andare: va bene criticare il lavoro, ma l’insulto non deve mai essere personale. “Sei un incapace”, “Non sai fare nulla”, “Non sei intelligente” e “Non ce la farai mai” sono campanelli d’allarme da sottoporre al superiore o a chi di competenza, senza la paura di risultare vittime. Sul lavoro ci sono regole ben precise che vanno rispettate.

Trovare dei colleghi che ti capiscano

Quando l’atmosfera in ufficio diventa pesantissima, una pausa caffè con un collega che sappia comprendere i disagi provocati dalla carogna diventa essenziale. Trovare un complice permette di alleggerire le giornate.

Ricordare che la carogna è tale per un motivo

Ed è il suo modo di esprimere insicurezza, problemi personali, paure, insana competizione… Ciò non la giustifica a utilizzarti come parafulmini, ma ti ricorda che non sei tu a essere in difetto.

Credere sempre in te stessa

Sarà un cliché, ma l’ultimo consiglio di Stanchieri è proprio questo: nessuno lo farà al posto tuo. Credere in se stessi aiuta a essere resilienti, cioè flessibili alle dinamiche in ufficio senza mai perdere il proprio centro, il punto saldo: te stessa e i tuoi bisogni.

 

 

Pubblicato il: 6 dicembre 2016
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