Adesso basta! Le ragioni per cambiare lavoro (e vita) possono essere molte e tutte perfettamente comprensibili: l’importante è farlo nel modo giusto, con queste mosse.

Tutti ci siamo passati almeno una volta nella vita: svegliarsi (spesso prima della sveglia) con un senso di malessere, con dolori psicosomatici, e avere l’ansia per un’altra terribile giornata di lavoro non è affatto divertente.
Quando prendiamo la decisione di dare le dimissioni, lo facciamo perché proprio non se ne può più; e a chi dice che è un capriccio, soprattutto nella situazione di precarietà economica odierna, sarebbe bene presentare qualche dato: uno studio finlandese condotto dal dottor M. Kivimaki ha evidenziato come, chi soffre di stress da lavoro, insoddisfazione e tendenza a somatizzare i malesseri appena descritti, rischi malattie cardiovascolari – spesso letali – in misura doppia rispetto a chi non conosce il problema.
Licenziarsi, quindi, significa porre nuovamente se stessi e la propria salute al primo posto. Ma è importante farlo nel modo giusto.

Vai via, ma non scappare

E’ importante restare in buoni rapporti con il boss e l’azienda. E’ sempre meglio intavolare un discorso faccia a faccia con chi di dovere, piuttosto che mandare un’email frettolosa o sparire di punto in bianco (si, succede anche questo!). Questo lo si deve soprattutto a se stessi e alla propria carriera: altre aziende potrebbero chiedere referenze. Inoltre, sempre meglio dire che si ha un’opportunità altrove, piuttosto che elencare ciò che ci ha fatto scappare: se le problematiche sono state sottoposte più volte all’attenzione del capo e sono rimaste in sospeso, un motivo ci sarà.

Preparati a un rilancio

Offrire un aumento a una risorsa già formata è sicuramente meno dispendioso che formarne un’altra ex novo: è per questo che il capo proverà a trattenere chi sta andando via, tramite un aumento di stipendio. Anche se la decisione è già presa, sarebbe opportuno ringraziare e dire che ci si penserà su.

Il bon ton delle dimissioni

Soprattutto se hai bisogno di referenze, ricordati di ringraziare i tuoi datori di lavoro per averti dato l’opportunità di crescere. E’ importante, poi, non allentare la performance solo perché si è in fine: ci si può offrire a formare il proprio sostituto, ed è buona norma non lasciare un progetto nella sua fase conclusiva più delicata.

Tutto per iscritto

Sarebbe opportuno concordare una data di fine e assicurarla per iscritto, per non cadere nel tranello del “giacché sei ancora qui…”. Ripescare il proprio contratto per avere più chiari tutele e obblighi con il proprio avvocato, aiuta a tenere sotto controllo la situazione e a definire contorni chiari.

Saluta tutti

Sicuramente i rapporti saranno migliori con alcuni colleghi piuttosto che con altri, ma è importante comunicare a tutti la propria decisione, per poi salutarli al momento opportuno. Potrebbero nascere pettegolezzi o battutine, ma con queste mosse avrai dimostrato una professionalità che va al di là di competenze tecniche e specifiche: la capacità di riconoscere il proprio valore e darne lustro anche in situazioni delicate è qualcosa che non tutti sanno fare. E se qualcuno dovesse dire che ci si è venduti ad un concorrente, ricordagli che il mercato del lavoro è pur sempre un mercato. E vai via a testa alta.

Pubblicato il: 30 gennaio 2017
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