Anno nuovo, vita da freelance: ecco le regole da tenere a mente in materia di contratti e compensi.

Chi dice che il freelance ha come unica occupazione quella di procacciare il cliente e portare a termine i progetti, non ha mai avuto a che fare con Partita Iva, fisco e Inps: imparare a gestire l’amministrazione delle proprie entrate, infatti, è un lavoro che ogni lavoratore autonomo è costretto a imparare sulla propria pelle. Ecco una breve guida che aiuta a gestire contratti e compensi e muovere i primi passi.

Sai quanto guadagni?

Partendo dalle basi, un freelance dovrebbe saper valutare obiettivamente il valore dei propri prodotti e tenere a mente le entrate e le uscite. “Se alla domanda ‘Quanto guadagni?’ non sappiamo rispondere con certezza c’è qualcosa che non va.” – afferma Giuliano Ambrosio, blogger di JuliusDesign – “Una griglia dei pagamenti già ottenuti o ancora da fatturare è fondamentale ed è il primo passo per monitorare la situazione”.

Quanto vuoi guadagnare?

Si dice che nella libera professione non ci sia un listino prezzi, ma non è del tutto vero: calibrare i propri compensi in base ai competitors, al tipo di lavoro e alla zona geografica è un ottimo modo per dare il giusto valore alle competenze e rimanere nel mercato. Il compenso può essere orario o per progetto: l’importante è chiarirlo fin da subito col cliente.

Tutelarsi nero su bianco

Se c’è una regola in materia di contratti di lavoro, è quella di avere sempre tutto per iscritto. Prima di accettare un incarico, infatti, il libero professionista dovrebbe redigere un atto tramite avvocato che specifica come, quanto ed entro quando evadere il pagamento. Il lavoro non dovrebbe partire senza l’accettazione firmata da parte del cliente. Utile anche poter fare un preventivo, e specificare, in questa sede, se si desidera ricevere una percentuale sul totale all’inizio e a metà del lavoro: è un proprio diritto richiederlo.

Questione rimborso spese e tempistiche

Alcune trasferte e collaborazioni sono strettamente legate alla riuscita del progetto: qualora fossero parte del totale, bisogna sempre giustificare il sovrapprezzo sul totale. Diversamente, si può richiedere un rimborso spese, ma attenzione: vale la regola di mettersi d’accordo prima. A proposito di tempo: sempre specificare inizio e fine del progetto.

Avere un obiettivo

Ovvero, decidere un fatturato minimo da raggiungere all’anno, che permetta di poter godere dei vantaggi della vita da freelance senza troppe preoccupazioni: l’importante è calcolare un importo netto da utilizzare per il proprio quotidiano, conteggiando a parte tasse e spese Inps.

Affidarsi a un professionista

Non fare tutto da soli e affidarsi a un professionista è, infine, la scelta che evita pasticci: in primo luogo, il commercialista può chiarirti le idee sulla famigerata Partita IVA (si, puoi chiedergli perché, al secondo anno, dovrai pagare tutti quei soldi). E non è tutto: è importante sapere quali spese puoi scaricare, calcolando le tasse che paghi sull’imponibile. Godi del regime dei minimi (ovvero guadagni meno di 30.000 l’anno)? Benissimo, il commercialista saprà come fare. Lui è l’unico referente a cui dare ascolto: insieme all’avvocato, è un buon investimento per il proprio business. E i conti, magicamente, tornano.

 

Pubblicato il: 13 gennaio 2017
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